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La sana noia nei bambini

Ormai anche i bambini hanno delle agende fitte di impegni, tra scuola, sport, amici con cui giocare non hanno mai il tempo di starsene un po' da soli e... annoiarsi!

La sana noia nei bambini

La teoria della Belton
Gli adulti sono convinti che più i bambini sono impegnati, più diventeranno persone operative, capaci e responsabili da adulti. Per questo i genitori si inventano di tutto pur di non sentire sbuffi, sbadigli e borbottii di sottofondo perché i vuoti di tempo sono come fastidiosi buchi da tappare con ogni mezzo.
Ma la dottoressa Belton smonta la convinzione che la noia sia diseducativa e dannosa, portando come esempi i racconti d'infanzia di artisti e scrittori che provano come la noia non sia la tomba della vitalità, ma al contrario la linfa di genialità e fantasia. La presenza di spazi riflessivi e solitari nella vita di questi personaggi ha consentito loro di prestare più attenzione alle loro inclinazioni, trasformandoli in maestri di arte e scrittura.

Relax e meno organizzazione
La noia che fa bene non è l'inerzia o la pigrizia del dolce far nulla, ma lo spazio della giornata lasciato al caso; il pomeriggio non organizzato, la mattinata libera dagli impegni, l'assenza di appuntamenti nel week end. Ovvero tutto ciò che non rientra in un programma predefinito, ma lascia i bambini liberi di impegnare il tempo come desiderano. Questi spazi però non devono essere riempiti con tablet e videogiochi, attività preconfezionate e già pronte, ma devono essere improvvisati e i bambini dovrebbero costruire dal nulla qualcosa. Lasciandoli liberi con poche cose, scopriremo che sono in grado di costruire oggetti trasformandone altri. Tutti noi se abbiamo tempo riusciamo a tirare fuori estro e creatività; con la tv spenta e senza distrazione i bambini riscoprono le cose belle, anche stare con il naso per aria a guardare le forme delle nuvole.

Credits: Foto di @anniespratt | Unsplash
Una pausa per riflettere
Il vuoto serve ad assimilare mentalmente le esperienze vissute, a prenderne coscienza per trarre degli insegnamenti. Ogni attività del bambino andrebbe intervallata da pause, per dargli la possibilità di riflettere su ciò che ha fatto e interiorizzare l'esperienza. Negli intervalli di tempo il piccolo rielabora ciò che ha imparato e lo riadatta alla situazione che sta vivendo, in modo nuovo. Abbandonarsi al nulla aiuta a fare una sorta di selezione mentale dei propri impegni, distinguendo le attività che danno piacere da quelle fatte per abitudine.
Non è facile imparare l'arte dell'annoiarsi e i primi dovrebbero essere proprio i genitori a capirne l'importanza.
La prima cosa da fare è accettare questo stato e accoglierlo senza cadere nella tentazione di dover riempire il tempo per forza. Anziché rincorrere il tempo, proviamo a dilatare alcuni momenti della giornata, camminando per esempio: la passeggiata è un'ottima occasione per annoiarsi, soprattutto per i bambini, ma in senso positivo, perché si possono fare incontri, vedere cose nuove, fare tragitti alternativi. E la noia apre gli orizzonti, facendo sperimentare nuove prospettive.

Di , © Riproduzione Riservata
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