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La sana noia nei bambini

Ormai anche i bambini hanno delle agende fitte di impegni, tra scuola, sport, amici con cui giocare non hanno mai il tempo di starsene un po' da soli e annoiarsi. Ma è proprio dalla sana noia che arrivano le idee migliori ed è per questo motivo che una scienziata inglese, Teresa Belton, invita i genitori a far annoiare di più i figli, perché soli con se stessi possono capire cosa li rende davvero felici

La sana noia nei bambini

La teoria della Belton
Gli adulti sono convinti che più i bambini sono impegnati, più diventeranno persone operative, capaci e responsabili da adulti. Per questo i genitori si inventano di tutto pur di non sentire sbuffi, sbadigli e borbottii di sottofondo perché i vuoti di tempo sono come fastidiosi buchi da tappare con ogni mezzo.
Ma la dottoressa Belton smonta la convinzione che la noia sia diseducativa e dannosa, portando come esempi i racconti d'infanzia di artisti e scrittori che provano come la noia non sia la tomba della vitalità, ma al contrario la linfa di genialità e fantasia. La presenza di spazi riflessivi e solitari nella vita di questi personaggi ha consentito loro di prestare più attenzione alle loro inclinazioni, trasformandoli in maestri di arte e scrittura.


Relax e meno organizzazione
La noia che fa bene non è l'inerzia o la pigrizia del dolce far nulla, ma lo spazio della giornata lasciato al caso; il pomeriggio non organizzato, la mattinata libera dagli impegni, l'assenza di appuntamenti nel week end. Ovvero tutto ciò che non rientra in un programma predefinito, ma lascia i bambini liberi di impegnare il tempo come desiderano. Questi spazi però non devono essere riempiti con tablet e videogiochi, attività preconfezionate e già pronte, ma devono essere improvvisati e i bambini dovrebbero costruire dal nulla qualcosa. Lasciandoli liberi con poche cose, scopriremo che sono in grado di costruire oggetti trasformandone altri. Tutti noi se abbiamo tempo riusciamo a tirare fuori estro e creatività; con la tv spenta e senza distrazione i bambini riscoprono le cose belle, anche stare con il naso per aria a guardare le forme delle nuvole.


Una pausa per riflettere
Il vuoto serve ad assimilare mentalmente le esperienze vissute, a prenderne coscienza per trarre degli insegnamenti. Ogni attività del bambino andrebbe intervallata da pause, per dargli la possibilità di riflettere su ciò che ha fatto e interiorizzare l'esperienza. Negli intervalli di tempo il piccolo rielabora ciò che ha imparato e lo riadatta alla situazione che sta vivendo, in modo nuovo. Abbandonarsi al nulla aiuta a fare una sorta di selezione mentale dei propri impegni, distinguendo le attività che danno piacere da quelle fatte per abitudine.
Non è facile imparare l'arte dell'annoiarsi e i primi dovrebbero essere proprio i genitori a capirne l'importanza.
La prima cosa da fare è accettare questo stato e accoglierlo senza cadere nella tentazione di dover riempire il tempo per forza. Anziché rincorrere il tempo, proviamo a dilatare alcuni momenti della giornata, camminando per esempio: la passeggiata è un'ottima occasione per annoiarsi, soprattutto per i bambini, ma in senso positivo, perché si possono fare incontri, vedere cose nuove, fare tragitti alternativi. E la noia apre gli orizzonti, facendo sperimentare nuove prospettive.

Di , © Riproduzione Riservata
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