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Mum: le Mamme Ufficialmente Malmesse post Covid-19

Donne in smart-working, mamme che si sono trovate a dover gestire la didattica a distanza dei figli, mogli e compagne che hanno organizzato la vita domestica durante il lockdown e definite da un noto quotidiano italiano come Mum acronico per Mamme Ufficialmente Malmesse

Mum: le Mamme Ufficialmente Malmesse post Covid-19

Il Corriere della Sera ha pensato a tutte quelle madri che in pandemia si sono dovute anche improvvisare per far seguire ai figli le lezioni a distanza.
Non solo, hanno dovuto impratichirsi con schede da scaricare e fotocopiare, mail da inviare agli insegnanti, collegamenti internet da gestire e pertanto sono state definite Mum: Mamme Ufficialmente Malmesse.
Il termine non è in senso dispregiativo, anzi, vuole proprio sottolineare con quanta fatica molte donne si siano trovate a dover seguire 1 o più figli con la DAD, mentre dovevano anche continuare a fare il loro lavoro.


Credits: Foto di @finelightarts | Pixabay Le equilibriste
Save The Children ha pubblicato un'indagine dal titolo Le Equilibriste: la maternità in Italia 2020 sulla difficoltà di essere madri in Italia in cui è stato esaminato il ruolo delle donne con figli che sono state costrette a rinunciare alla carriera per seguire la famiglia senza potersi appoggiare a servizi infantili adeguati.
Nell'analisi è emerso che solo il 57% delle mamme, a differenza del 89,3% dei padri, ha un lavoro e solo il 24,7% dei bimbi riesce a frequentare i servizi sociali per la prima infanzia.
Ovviamente se prima del coronavirus queste stesse madri potevano almeno contare sui nonni o sulla scuola, durante il il lockdown si sono trovate ad avere un carico domestico ingente trasformandosi appunto in Mum.


Credits: Foto di @Pexels | Pixabay Un malessere profondo
Il Sole 24 Ore ha fornito dei dati piuttosto preoccupanti se si pensa al benessere psicofisico di queste donne: con il Covid le mamme hanno lavorato il doppio dei papà perché dovevano (e in realtà la situazione continua tuttora) conciliare la propria professione con la famiglia. Si sono destreggiate tra compiti, lezioni on-line, scadenze, poi si sono occupate della casa, di far da mangiare e di seguire la loro attività lavorativa spesso trasformata in smart working.
E con l'avvicinarsi della Fase 3 le cose non sembrano migliorare: le mamme lavoratrici con retribuzioni basse o impieghi in settori che richiedono la presenza in loco, rischiano di doversi licenziare.

Quelle che invece possono continuare a lavorare da casa rischiano un carico eccessivo e la possibilità che inizino a manifestare segni di cedimento è alta. La cosa che probabilmente manda ancora più in tilt queste Mum è l'assenza di prospettive. È ancora tutto lasciato un po' al caso o in fase di studio: non si sa se e come si tornerà a scuola a settembre, non è chiaro se i centri estivi riapriranno, il rischio di affidare i bimbi ai nonni secondo alcuni esperti è ancora alto.
Perciò le mamme faticano a vedere una fine e questo crea ancora di più la sensazione di malessere, impotenza e esaurimento.

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  coronavirus  
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