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Una mamma felice è colei che delega

Farsi aiutare e occuparsi insieme ai famigliari del bambino appena nato è un gesto di intelligenza da parte della donna, che la aiuta in molti casi a star bene e gestire al meglio tutto

Una mamma felice è colei che delega

Nonostante i vari manuali sulla maternità, i corsi pre e post parto e i racconti delle altre mamme, il bebè è sempre una sorpresa, soprattutto per le donne che sono abituate a comandare aziende, uscire tutte le sere a divertirsi e stare con gli amici.

Per evitare che la maternità si trasformi in un incubo, ecco qualche consiglio, che talvolta prevede anche il non sentirsi super donne!

Qualche tempo fa è uscito un libro dal titolo Che cosa faccio adesso? A tu per tu con un neonato 24 ore su 24 senza sapere da che parte cominciare, scritto da Risa Green, in cui viene descritta nei minimi dettagli la disperazione di molte donne che, tornando a casa dall'ospedale con il bebè, non possono più vedere nemmeno un minuto del proprio programma preferito, né leggere una riga di un quotidiano, o farsi una doccia in santa pace, senza il timore che il bambino si svegli e incominci a strillare.Secondo l'autrice l'unico modo per essere delle mamme serene e non cadere in depressioni, spesso causate dall'ansia di essere sempre eccellenti, è derogare e delegare molti impegni.

Credits: Foto di @everythingcaptured | Unsplash
Che significa delegare
Una mamma che delega non necessariamente è colei che assume a tempo pieno una tata, ma è colei che sa prendere in considerazione di non poter essere in grado di fare tutto, e soprattutto non poterlo fare sempre in maniera perfetta.
La prima persona che in realtà la mamma dovrebbe interpellare e coinvolgere, così da avere un po' di spazio per sé stessa, è il papà. Non bisogna smettere di allattare per avere degli spazi propri, esistono i tiralatte, che consentono di tirarsi il latte e conservarlo in frigorifero per poterlo usare all'occorrenza, senza rinunciare ad uscire, ma nemmeno ad allattare il piccolo.
Delegare non significa solo affidare il bebè a qualcun altro per prendersi del tempo per sé, può anche voler dire chiedere aiuto a qualcuno che si occupa del resto per potersi godere gli attimi con il proprio bambino. Quindi ben vengano le nonne, le zie, le amiche o le signore pagate, che vengono a casa, stirano, lavano e ci fanno la spesa, così da poterci garantire del tempo esclusivo con il piccolo.


Perché delegare
In una società come quella in cui viviamo, spesso l'immagine che si ha della donna è di una persona salda, onnipresente e in grado di fare anche 10 cose contemporaneamente. Quindi, anche nel momento in cui dovrebbe imparare a staccare la spina, e cioè i primi mesi della maternità, molti, e in primis le donne stesse, si aspettano che la neo mamma ritorni in forma immediatamente, che allatti il bambino senza però trascurare marito e casa, e che magari ogni tanto lavori da casa quando ha ancora il biberon in mano.
Siccome però tutto questo è utopia, e poiché questa idea è spesso alla base di molte depressioni post partum, bisognerebbe incominciare a far sentire la donna in dovere di derogare alle regole della maternità perfetta (che non esiste) e all'ideologia dell'istinto materno, e darle l'opportunità di chiedere aiuto senza sentirsi in colpa.

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  maternità  
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