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Insegnare ai figli il giusto rapporto con il denaro

Figli e denaro: come insegnare loro il corretto utilizzo della paghetta o di quel che guadagnano dai primi lavoretti?

Insegnare ai figli il giusto rapporto con il denaro

Il rapporto con i soldi e il suo valore si impara in famiglia; per questo è importate che i genitori, fin dalla tenera età dei figli, insegnino a guadagnare, gestire e dare la giusta importanza ai risparmi. Non si tratta di trasmettere solo la consapevolezza del valore dei soldi, ma anche di far capire quale posto occupa il denaro nella propria scala di importanza, spiegando che le cose più importanti non possono essere comprate.

Spesso i genitori usano la moneta per soddisfare i capricci dei figli, o ancora di p per consolarli della assenza affettiva. Sempre più spesso si vedono “adulti-bancomat”, pronti a pagare ogni cosa pur di evitare al figlio il trauma del rifiuto; ma i ragazzi, oggi più che mai, hanno bisogno di poche regole precise per imparare a disciplinarsi e i “no”, se motivati, servono a crescere.

Pare che il 55% dei giovani italiani non parli di denaro in famiglia e nemmeno di economia; questa mancanza di dialogo ed educazione finanziaria determina la tendenza a non pianificare il percorso economico, tanto che i giovani oggi crescono senza saper rinunciare e risparmiare. Ecco perché è importante parlare di economia in famiglia!

Il quadro della situazione

Se un figlio sa maneggiare i soldi, può anche capire che esistono differenze economiche tra le persone; bisogna sapere rispondere a domande come “Ma siamo ricchi o poveri?”, “Perché i miei amici hanno paghette più alte?” etc, e non bisogna avere imbarazzo. Per prima cosa parlare chiaro ai figli, senza temere i confronti che si scaturiranno, ed è importante far capire che esistono situazioni economiche differenti e tipologie di lavoro retribuite in modo diverso, ma che l'identità di una persona non viene definita in base ai numeri di beni posseduti.


Credits: Foto di @anniespratt | Unsplash
Incoraggiare i lavoretti
Un modo per far capire ai figli il valore dei soldi è quello di guadagnarlo; quindi è importante spronarli a fare dei piccoli lavoretti in ambito familiare (sistemare casa, il giardino, aiutare la nonna con la spesa) e quando invece l'età lo consente fargli fare dei lavori anche fuori casa (baby sitter, aiuto compiti ai più piccoli, vendemmia, promozioni etc). Ciò consentirà di acquistare una certa indipendenza e soprattutto insegnerà a non sperperare il proprio denaro, perché sapranno la fatica con cui è stato guadagnato.

Una carta prepagata?
Pare che i genitori siano favorevoli alle carte prepagate perché in questo modo, stabilendo un budget mensile, i figli impareranno a gestire i propri soldi, imparando a risparmiare. È fondamentale però stabilire un limite senza dare troppo; se il figlio finisce i soldi prima del tempo è importante anche sottolineare che non verranno versati altri soldi; in questo modo il figlio sarà costretto ad amministrarsi con accortezza se non vuole trovarsi subito al verde.


Non monetizzare ogni cosa
La paga settimanale/mensile non va legata solo ai risultati scolastici, piuttosto è più utile dare un incentivo se una pagella va molto meglio del previsto. È importante però non monetizzare sempre i risultati raggiunti, perché i soldi non devono essere l'unico premio possibile: si può proporre una gita o qualcosa da fare insieme. Allo stesso tempo la paga non va usata come arma di ricatto per ottenere un comportamento migliore, perché la condotta di un figlio verso il genitore, il rispetto e i sentimenti non possono essere comprati.

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  soldi   paghetta  
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