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Come affrontare il rientro a lavoro dopo la maternità

Senso di colpa, desiderio di tornare a occupare un ruolo più attivo, preoccupazione per l’organizzazione della giornata, sono tutti sentimenti che convivono nelle mamme che decidono di tornare al lavoro dopo la gravidanza.

Come affrontare il rientro a lavoro dopo la maternità

Da quando è nato puoi contare sulle dita di una mano i momenti in cui ti sei separata, anche solo per pochi istanti, dal tuo bebè. Durante i primi mesi di vita mamma e bimbo sono quasi una cosa sola, come se volessero prolungare l’esperienza vissuta durante i 9 mesi della gravidanza.

Ora però sei davanti allo specchio e, per la prima volta dopo mesi, ti stai preparando per affrontare il rientro a lavoro dopo la maternità. Che la tua sia una scelta dettata dalla necessità o dal desiderio di realizzazione personale poco importa, i sentimenti che provi sono ugualmente intensi e contrastanti:

  • Tristezza...o sollievo: nei giorni precedenti al ritorno al lavoro alcune mamme provano una profonda tristezza pensando di doversi separare per diverse ore al giorno dal loro piccolo, mentre altre vivono con serenità questo momento valutandone gli aspetti positivi: maggiori risorse economiche, nuove esperienze, realizzazione personale. Entrambi gli approcci sono normali e il tuo bimbo sarà felice di avere una mamma realizzata, anche se passerà diverse ore lontano da lui.
  • Senso di colpa: ci sentiamo colpevoli per lasciare il nostro bimbo alle cure di un’altra persona, come se lo stessimo abbandonando. Per quanto possa essere comprensibile questo sentimento e che ci scappi qualche lacrima la prima volta che lo lasciamo tra le braccia della baby sitter o della maestra, dobbiamo ricordarci che il bimbo percepisce i nostri sentimenti e in questo momento ha bisogno di vedere che la mamma si sente sicura e ha fiducia nella persona che si prenderà cura di lui. Salutiamolo con un bacio e un sorriso e tratteniamo le lacrime per quando non ci può vedere.
  • Gelosia e ansia: abituata a sapere tutto del proprio bimbo e condividere con lui ogni esperienza è normale provare una certa ansia per il timore irrazionale che questo allontanamento possa indebolire il vincolo creato nei mesi di gravidanza e subito dopo la nascita. Non temere però che la mamma è sempre la mamma e nessuno può sostituirla. Non dimentichiamo poi la preoccupazione di non essere all’altezza e di non riuscire a trovare il tempo per fare tutto. Ovviamente all’inizio l’organizzazione delle faccende domestiche potrà essere un po' caotica e magari i primi tempi la montagna della roba da stirare crescerà a dismisura, ma ricordati che in casa non sei da sola e ognuno deve fare la sua parte. Non sentirti in colpa a delegare e condividere responsabilità domestiche!


Ma qual'è il momento migliore per il fatidico distacco?
Gli esperti indicano che è meglio evitare il periodo compreso tra gli 8 e i 10 mesi, quando il piccolo tenderebbe a sommare all'ansia per la separazione dalla mamma la paura degli estranei, tipica di quest'età. Meglio dunque, se possibile, aspettare il primo anno di vita.

È possibile per una mamma che lavora proseguire con l'allattamento?
Sia con che senza tiralatte è possibile estrarre il latte materno per conservarlo in comode monoporzioni da utilizzare poi quando non sei presenti per allattare.



Nonni o scuola materna?
Se il tuo bimbo passerà le giornate con i nonni può essere utile preparare un quadernino dove annotare eventuali osservazioni (ad esempio come ha dormito la notte...) così al momento dei saluti potrai dare tutta la tua attenzione al piccolo
Se invece andrà alla scuola materna considera che il primo anno potrebbe ammalarsi spesso, è utile tenere a portata di mano il telefono di una baby sitter di fiducia!

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