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Procreazione assistita: tutto quello che c'è da sapere

Le coppie che cercano un figlio a tutti costi sono in continua battaglia: contro il tempo, contro il corpo, contro le leggi

Procreazione assistita: tutto quello che c'è da sapere

Solitamente le coppie, dopo qualche anno di tentativo infruttuoso nella ricerca della gravidanza, si rivolgono ad un ginecologo, al medico di base o direttamente ai centri di procreazione assistita.

Inizialmente vengono prescritti esami diagnostici e da qui parte una processione e il consulto a medici diversi.

C’è chi rassicura, chi dice di portare pazienza e chi invece consiglia di intervenire subito.
Credits: Foto di @geralt | PixabayLa legge 40
In Italia, nel 2004 è stata introdotta la legge 40, che fissa le tecniche mediche utilizzabili dalla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Ci sono vari divieti che nel corso degli anni sono stati criticati dagli interessati, dai medici e da alcuni politici. Nel 2005 fu fatto un referendum per abrogare la legge 40, ma non raccolse il numero di votanti necessario. Di seguito elenchiamo alcune regole per sottoporsi a PMA.

  1. L’accesso alle tecniche di procreazione sono consentite solo alle coppie sterili e non a quelle con malattie genetiche.
  2. È vietato il ricorso a gameti donati (ovuli o spermatozoi).
  3. La conservazione degli embrioni e l’analisi pre-impianto sono vietate.
  4. Si possono fecondare e impiantare solo tre ovociti alla volta.


Credits: Foto di @karanja | PixabayLe principali tecniche utilizzate
Le coppie che si avvalgono della procreazione medicalmente assistita, spesso fanno molti tentativi e cercano più possibilità. Così se una tecnica non porta ad una gravidanza, spesso le persone ricorrono ad altri metodi. Quindi il sottoporsi ad un intervento non esclude la possibilità di tentarne un altro. Le principali tecniche sono le seguenti:

  • Inseminazione Artificiale intrauterina: viene scelta quando c’è una diagnosi inspiegabile di infertilità o una lieve sterilità maschile. Questa tecnica prevede che lo sperma venga trattato in laboratorio così da ottenere spermatozoi più vitali e adatti alla fecondazione; i migliori vengono selezionati e iniettati direttamente nell’utero nel periodo dell’ovulazione, attraverso un piccolo catetere. È la tecnica maggiormente utilizzata dalle coppie, ben il 60.9 %.
  • Fecondazione in vitro (Fivet): usata dal 48,3 % delle persone che usano la PMA per avere una gravidanza, prevede anche il trasferimento degli embrioni in utero ed è usata nei casi di infertilità inspiegabile o quando ci sono problemi meccanici nell’apparato riproduttivo femminile (tube chiuse, difficoltà ovulatoria) e nei casi di moderata infertilità maschile. Questa tecnica prevede il prelievo di ovuli e sperma, la lavorazione in laboratorio degli spermatozoi e la successiva fecondazione (contatto tra ovuli e spermatozoi) in modo da ottenere gli embrioni in vitro (al massimo 3). Una volta ottenuti gli embrioni vengono iniettati nell’utero.
  • Iniezione intracitoplasmatica (ICSI): usata quando c’è una seria infertilità maschile e anche quando altre tecniche hanno fallito. Consiste nella scelta di un solo spermatozoo, quello con caratteristiche migliori che viene iniettato nell’ovulo. Dopodiché la tecnica segue il procedimento della Fivet. Le coppie che hanno scelto questa tecnica sono il 55,7%
  • Iniezione introcitoplasmatica (IMSI): viene usata quando tutte le altre tecniche hanno fallito, perché è un perfezionamento della precedente. Viene iniettato nell’ovulo lo spermatozoo “perfetto”, selezionato ricorrendo a un particolare microscopio.
  • Estrazione testicolare di spermatozoi (TESE): usata nei casi di azoospermia, cioè quando non sono presenti spermatozoi nel liquido seminale. In questo caso si preleva una porzione di tessuto dai testicoli, da cui si ottengono, se presenti, spermatozoi da iniettare con la Imsi nell’ovulo.

Di © Riproduzione Riservata
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