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Gemelli eterozigoti: differenze e possibilità di concepimento

Quando una donna scopre di essere in attesa di due gemelli è sempre un'emozione unica. Ma quali sono le differenze tra quelli eterozigoti e monozigoti?

Gemelli eterozigoti: differenze e possibilità di concepimento

Da anni ormai si è rafforzata la convinzione che a incidere fortemente sulle nascite gemellari sia la predisposizione genetica su linea femminile. Questo perché numerosi studi hanno dimostrato come la nascita di due gemelli sia molto più comune quando la stessa situazione si è già presentata nell'albero genealogico famigliare. Una statistica ha evidenziato che ogni mille nascite ci sono circa 12/14 parti gemellari. Nella maggior parte dei casi poi, si parla di gemelli eterozigoti. La percularità è che, a differenza di quelli monozigoti, non si assomigliano, o almeno non più di due classici fratelli.

 

Gemelli eterozigoti: perché sono diversi?

Il motivo per cui gli eterozigoti non sono identici come i monozigoti, deve essere rintracciato nell'utero materno. Si formano quando nel corpo della mamma due ovuli maturano insieme (all'interno della stessa ovaia come no) e vengono fecondati da due spermatozoi, i quali non dipendono in alcun modo l'uno dall'altro. I feti sono quindi geneticamente diversi e ognuno avrà la propria placenta. Si parla di gravidanza gemellare.

 

I gemelli monozigoti, invece, sono nella maggior parte dei casi completamente identici e hanno stesso sesso e stesso patrimonio genetico. Viene fecondato un solo ovulo, il quale entro 10 giorni si dividerà, mostrando chiaramente la presenza di due embrioni. Ecco che i gemelli eterozigoti, conosciuti anche come gemelli dizigoti o “fraterni”, non si assomigliano più di due normali fratelli e possono tranquillamente essere maschio e femmina.

Di Claudia Lemmi, © Riproduzione Riservata

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