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Fecondazione eterologa in Italia: ora si può

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto che impediva la pratica. Da oggi, le coppie infertili potranno ricorrere ai gameti di un donatore

Fecondazione eterologa in Italia: ora si può

La fecondazione eterologa, vieteta fino a ieri nel nostro paese, è ora legale. La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 4 della legge 40 che precludeva questa metodica alle coppie infertili. Da oggi, quindi, anche in Italia si potrà considerare l’ipotesi di farsi impiantare ovuli di terzi o farli fecondare con seme di qualcuno di esterno alla coppia. E potrebbe così concludersi l’esodo delle famiglie che, non potendo considerare quest’ultima spiaggia nel nostro Paese, dovevano espatriare e avviare le pratiche in una nazione più permissiva.

I permessi e i divieti
La pronuncia della Corte Costituzionale ha effetto immediato. Potranno beneficiare della fecondazione eterologa le coppie in cui uno dei partner soffra di infertilità assoluta e accertata. In quel caso si potrà chiedere l’utilizzo di gameti esterni alla coppia. Resta il divieto per le coppie omosessuali e la donazione degli embrioni ai fini della ricerca.

Il ministro della Sanità Lorenzin ha comunicato l’intenzione di avviare una discussione sulla legge 40 in Parlamento: il divieto della Corte Costituzionale lascia ancora molti dettagli irrisolti. Ad esempio, resta da capire se il donatore di gameti resterà per legge anonimo o meno; se i bambini nati dalla fecondazione eterologa avranno diritto o meno di conoscere le generalità del genitore biologico; quali siano i requisiti per diventare donatore. Il ministro ha spiegato che confronterà le leggi dei paesi che hanno regolamentato le condizioni della pratica sanitaria.

Credits: Foto di @drkontogianniivf | PixabayDieci anni di leggi
La legge 40 sulla procreazione assistita è nata nel 2004. Fu scritta e votata per mettere fine al cosiddetto “Far West della fecondazione”, cioè ai vuoti normativi e all’incertezza legislativa vigente. Era il 2005 quando un referendum ne propose l’abrogazione. Ma ci sono voluti dieci anni, numerose sentenze giudiziarie e l’intervento della Corte Costituzionale per smantellare definitivamente alcuni articoli della norma.

L’articolo dichiarato illegittimo recitava: «Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente, in violazione di quanto previsto dall’articolo 4, comma 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300mila a 600mila euro».

Le reazioni
Tra chi ha accolto con maggior favore la notizia, c’è l’oncologo Umberto Veronesi: «È un gran momento per il paese – ha commentato – oggi, una volta in più, la magistratura ha dimostrato più libertà di pensiero del Parlamento». Ora, il volto simbolo del referendum del 2005 (che però non raggiunse il quorum a causa del forte astensionismo), si augura che «la parola passi al legislatore, perché affronti questa tematica senza alcun approccio ideologico come invece, purtroppo, abbiamo visto spesso accadere su argomenti bioetici».
Chi è a favore della fecondazione eterologa  nota che non ci sono prove che la mancata coincidenza tra genitori “sociali” e genitori biologici provochi traumi alla crescita del bambino.

Infuriati invece la comunità cattolica e alcuni membri del comitato di bioetica: temono che la norma trasformi le gravidanze in un business. Sebbene una legge vieti ancora la vendita di gameti, suona inverosimile che i donatori che si faranno avanti non pretenderanno alcun ritorno economico.

Di Caterina Michelotti © Riproduzione Riservata
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