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Fecondazione eterologa, si può scegliere il colore della pelle?

Dopo i dubbi sulla tutela dell'anonimato del donatore, ne sorgono altri, che riguardano la compatibilità razziale tra donatore e ricevente

Fecondazione eterologa, si può scegliere il colore della pelle?

A quattro mesi dal primo via libera alla fecondazione eterologa, sta per arrivare il decreto con le linee guida sull’applicazione della procedura in tutta Italia. Ci sono però dei nodi da sciogliere. Il primo, sorto circa due settimane fa, sull’anonimato del donatore, il secondo, che fa discutere nelle ultime ore, sulla cosiddetta compatibilità di razza, ossia la possibilità da parte del ricevente di scegliere la razza del donatore.

Fermamente contrario il ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «Questo elemento non ci sarà – ha detto –. Se lo vuole, lo introduca il Parlamento. Questa, a casa mia, si chiama discriminazione razziale».

Credits: Foto di @karanja | PixabayLa polemica
Non tutti, però, sono d’accordo con l’affermazione della Lorenzin. L’associazione Coscioni, che da anni si occupa di fecondazione assistita, nota che la compatibilità tra donatore e riceventi è previsto in tutti i protocolli medici internazionali e in tutti i paesi che ammettono l’eterologa. C’è anche chi si oppone alla discussione in Consiglio dei ministri di un decreto che andrebbe invece discusso con associazioni sanitarie e medici. In questo caso, la Lorenzin risponde: «Il decreto è la base giuridica per fare le linee guida e mettere in sicurezza genitori e nascituri e rendere l’eterologa omogenea in tutta Italia».

Cosa prevede il decreto
Il decreto, quindi, servirà per dettare linee guida che valgano nei centri dal Nord al Sud Italia. Metterà definitivamente un punto, quindi, anche alla cosiddetto Far West della provetta, per cui qualche centro medico, approfittando dei vuoti normativi, ha violato alcune norme di sicurezza o etica. Inoltre servirà ad avviare un “Registro dei donatori”, gestito dal Centro nazionale trapianti, che permetterà di conservare le cartelle cliniche dei donatori.

I primi abusi
In queste ore i Nas hanno messo sotto sequestro giudiziario il centro del ginecologo Severino Antinori, considerato il guru della fecondazione assistita in Italia. L’accusa è quella di aver impiantato gameti senza controlli medici preventivi (quelli utili per scongiurare la trasmissione di Hiv, sifilide e altre malattie del sangue): ovociti e spermatozoi trovati alla clinica, infatti, risulterebbero sprovvisti di qualsiasi documentazione sanitaria. A rischio ci sarebbero i 9 impianti eseguiti negli ultimi due mesi. Antinori, però, respinge ogni accusa, rivolgendosi così alla Lorenzin: «Lei è contro la libertà procreativa».

Di Caterina Michelotti © Riproduzione Riservata
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