L’alimentazione in gravidanza è importante al fine di evitare serie problematiche. Frutta e verdura fresche e di stagione sono necessarie, poiché garantiscono il benessere della donna e, di conseguenza, un corretto sviluppo del feto.
Spesso ci si chiede se possono essere consumate anche le fragole in gravidanza e la risposta è sì, nonostante qualcuno consigli di evitarle totalmente. Cerchiamo di capirne i motivi, in modo da poter fare una scelta consapevole.
Pro e contro delle fragole in gravidanza

Pro e contro delle fragole in gravidanza
Secondo i medici, in gravidanza è preferibile garantire il giusto apporto di iodio all’organismo. Le fragole sono proprio ricche di questo minerale e, dunque, un loro uso moderato avrebbe degli effetti benefici non solo per la mamma ma anche per il nascituro.
Questi frutti, inoltre, aiutano anche a combattere lo stress e garantiscono una buona dose di vitamina C, necessaria per l’assorbimento del ferro. Le fragole, inoltre, possono essere un ottimo aiuto per migliorare le funzioni epatiche e combattere la stipsi in gravidanza.
Nonostante siano conosciute come allergizzanti, non è detto che le fragole siano pericolose per tutti. La soluzione migliore è provare con cautela: se dopo aver mangiato una fragola si prova irritazione, rossore o prurito alla pelle, allora sarà meglio non consumarle durante il periodo gestazionale.
Occhio, però, perchè crescendo a stretto contatto con la terra potrebbero portare la toxoplasmosi, una malattia infettiva causata da un parassita che può provocare malformazione e seri problemi al feto. Il rischio si potrebbe evitare lavando con molta attenzione questi frutti prima di consumarli.
Fragole in gravidanza: le accortezze per evitare pericoli
Per consumare le fragole senza timori, è consigliabile che la futura mamma mangi sempre:
- frutta e verdura ben lavata per 10 minuti in acqua e bicarbonato. In questo modo, eventuali microrganismi nocivi, come quello della toxoplasmosi, verranno debellati;
- prodotti bio certificati, non trattati con veleni o pesticidi durante la coltivazione;
- prodotti della terra senza buccia. Se si tratta di cibi senza buccia esterna, meglio ridurne il consumo, per precauzione.