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Ipogalattia, quando il latte al seno è poco davvero

La donna, specialmente alla prima gravidanza, teme di non aver abbastanza latte per sfamare il proprio bambino. Basta parlarne con il dottore per capire se c'è o meno bisogno di introdurre il latte artificiale

Ipogalattia, quando il latte al seno è poco davvero

In realtà infatti, sono poche le donne che effettivamente hanno poco latte al seno e si parla di ipogalattia. I campanelli d'allarme sono effettivamente lo scarso aumento di peso, pochi pannolini sporchi, urina scura e dall'odore molto forte. Il bambino appare ipotonico, piange senza che voi riusciate a consolarlo ed apparre assonnato.
Questa situazione comunque deve essere discussa con il pediatra perché è lui a riconoscere se effettivamente la donna soffre di ipogalattia. Potrebbe essere che questi sintomi siano collegati anche ad altri problemi, come ad esempio un' infezione in corso.
Davanti a un dubbio parlare con il pediatra resta la miglior scelta, anche solo per ottenere un chiarimento o una rassicurazione. Oggi però parliamo di quella piccola percentuale che effettivamente ha poco latte.

Cos'è l'ipogalattia?
È la scarsa produzione di latte materno. Le esigenze del bambino non vengono assecondate e così, ottiene uno scarso nutrimento. Quando si parla di ipogalattia, solo nel 5% dei casi è primaria ed è collegata alla salute materna, nel restante 95% dei casi, i fattori sono altri e dopo vedremo quali.


Credits: Foto di @jonathanborba | Pexels
Ipogalattia primaria
L'ipogalattia primaria si manifesta solo nel 5% dei casi e può essere temporanea o permanente. Quando è temporanea significa che la donna non deve rinunciare ad allattare, perché con un po' più di impegno e attenzione può farlo ugualmente.

Può soffrire di ipogalattia primaria la donna obesa o con il diabete, basta di solito proporre più spesso il seno per far si che il corpo produca il latte necessario. Altre volte è la ritenzione placentale, cioè alcuni resti di placenta rimasti nell'utero, a inibire la produzione. Attraverso un'ecografia è possibile individuare il problema e fare una pulizia. In questo modo non solo il latte inizia a sostituire il colostro, ma vengono evitate anche gravi infezioni.

L'ipogalattia primaria può essere anche permanente. Pochissime donne ne soffrono, le cause sono l'ipoplasia mammaria, cioè il ridotto sviluppo della mammella. Può dipendere dalla sindrome di sheehan, emorragia post-partum che può compromettere l'ipofisi, ghiandola che controlla tra i tanti anche gli ormoni coinvolti nella produzione del latte. Le donne che soffrono di ovaio policistico potrebbero andar incontro a ipogalattia permanente, così come chi ha sofferto di problemi alla tiroide, in paticolare l'ipotiroidismo.

L'ipogalattia secondaria
Infine c'è lei, l'ipogalattia secondaria. È facilmente risorvibile perché non dipende dai problemi di salute della mamma ma esclusivamente da fattori esterni. Può essere causata dal fatto che il bambino non si attacca correttamente, se non si segue l'allattamento a richiesta, oppure dall'uso eccessivo di ciucci e biberon.

Di Claudia Lemmi, © Riproduzione Riservata
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