Home » Mamma » Adolescenza » Adolescenza: età di conflitti

Adolescenza: età di conflitti

Trasgressivi, provocatori, disobbedienti e irrispettosi dei propri genitori e degli adulti in generale: spesso gli adolescenti vengono descritti così. Ma è davvero questo ciò che caratterizza l'età adolescenziale? O fa parte della conquista della propria identità?

Adolescenza: età di conflitti

Tappa importante
Oggi, quando si parla di adolescenza, si considera il periodo che va dai 12-13 anni e si prolunga ai 20-25; il periodo della crescita comincia prima e finisce più tardi e le motivazioni sono economiche e politiche, oltre che sociali. È il periodo in cui non si è più bambini e non si è adulti, però si è adolescenti e non è l'età, come viene definita da qualcuno, dell'incompiutezza e della mancanza, ma è la fase della transizione, il periodo delle scelte impegnative (studiare o andare a lavorare, come impostare la vita futura).
Oggi l'adolescente, a differenza di un tempo, ha sempre meno punti fermi, non conosce i dettagli del futuro ma percepisce l'atmosfera di incertezza e questo lo rende impaurito. Spesso i ragazzi sono arroganti ma accade perché non hanno riferimenti o aiuti o persone con cui confrontarsi e in realtà sono solo spaventati.

Credits: Foto di @RobinHiggins | Pixabay
Scontro fisiologico
Da un punto di vista psicologico se non c'è conflitto può voler dire che questo non viene mostrato o addirittura non è permesso. Basta pensare alle famiglie dove ogni contrasto viene appianato, in cui i genitori e figli non sono mai in disaccordo. I contesti in cui non si litiga affatto sono sospetti, perché il contrasto di fatto esiste e ci deve essere. Il conflitto è fisiologico e fondamentale, talvolta duro, ma dopo il conflitto genitori e figli cominciano a guardarsi maggiormente come esseri autonomi.
Oggi anche il modo di litigare però è cambiato e si cerca di dare sempre più la possibilità ai figli di seguire le proprie inclinazioni. Gli adolescenti ora devono confrontarsi con molteplici possibilità che la società offre loro e ne sono drammaticamente consapevoli.
Per capire quale strada percorrere è importante che il figlio sia libero di valutare le ipotesi che gli si presentano. A quel punto, però, è necessario che sulla sua scelta si misuri seriamente e a sua volta il genitore lo valuterà in termini di impegno, mantenimento e possibilità.

I conflitti figlio-genitore

Lo scontro è utile e opportuno, anzi ad un certo punto è inevitabile, ad esempio quando i figli cominciano a pensare di poter uscire di casa e rientrare quando vogliono e si scontrano con la regola imposta dai genitori. Chiaramente a quel punto la vita dell'adolescente diventa difficile, ma deve essere così, è opportuno come spinta verso l'esterno. I genitori, da parte loro, si chiedono sicuramente come ci si deve comportare con i figli adolescenti che si ribellano. È la normalità.

Da leggere
Il libro “Adolescenti, trasgressivi forse, cattivi no”, di Lorenzo Ferraroli, prova ad andare oltre la spavalderia che sembra caratterizzare l'adolescenza per scoprire che spesso questa dipende solo in gran parte dalla loro fragilità interiore.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  adolescenti   educazione  
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS


Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami