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Adolescenti eremiti tra chat e pc

La tecnologia aiuta, ma isola anche dal resto del mondo. I nostri ragazzi ne subiscono il fascino, ma a discapito di cosa?

Adolescenti eremiti tra chat e pc

Secondo un sondaggio di Eurispes e Telefono Azzurro, il 12,5% degli adolescenti usa il pc per più di quattro ore al giorno ed oltre un terzo naviga in internet quotidianamente per più di due ore, mentre il 13% per più di quattro.
Cercano idee, tesine o compiti già fatti, guardano programmi in streaming, contattano gli amici e chattano con conosciuti e sconosciuti, vivono in un mondo fantastico che nasconde pericoli insidiosi.

I genitori sono preoccupati: cosa nasconde questo atteggiamento?


I nuovi adolescenti sono dei nativi digitali e i grandi dovrebbero avvicinarsi al loro mondo come degli antropologi che si apprestano a conoscere nuove civiltà: con rispetto e curiosità.
Si tratta di una fase della vita molto delicata, in cui gli adolescenti trasgrediscono le regole dettate per dimostrare ai genitori di potercela fare da soli. È un momento in cui hanno bisogno di confidarsi con i coetanei e spesso lo fanno proprio attraverso la tecnologia.
Molti ragazzi passano la maggior parte del loro tempo da soli, a casa, davanti al computer e anche se i genitori impartiscono loro dei tempi precisi da dedicare alla tecnologia, quando non sono controllati loro trasgrediscono le regole.

Paura della realtà
Trascorrono ore nella loro camera a smanettare tra computer e telefonino, e quella stanza che per loro è un rifugio ricorda inconsciamente il grembo materno, in cui si sentivano protetti e sicuri. In adolescenza è normale provare insicurezza e i ragazzi hanno spesso il timore a confrontarsi con gli altri nella vita reale. Per questo motivo social network e internet diventano la bolla di isolamento dove fare tutto quello desiderano, perché se qualcosa non va all'interno della relazione virtuale, basta spegnere il pc e la comunicazione si chiude. La rete permette di vivere il piacere del periodo infantile, quando la realtà circostante non conta, ma ciò che importa è soddisfare solo i propri bisogni. Accade quando non sono state impartite regole condivise e al momento di relazionarsi co n la vita vera si possono generare frustrazioni. È più facile costruirsi un'identità virtuale che rifletta chi si vorrebbe essere, piuttosto che essere chi si è davvero.
In questa fase di età, per molti ragazzi, non ha importanza la qualità dell'amicizia, ma il numero, e in questo il mondo virtuale aiuta.


La solitudine
Un altro aspetto con cui gli adolescenti di oggi devono fare i conti è la solitudine: i genitori spesso lavorano, sono figli unici, e non esistono più le realtà rionali di un tempo. Inoltre quando gli adulti sono presenti, il dialogo scarseggia, e si comunica solo per questioni pratiche. In questo panorama si abituano a restare chiusi in se stessi, a comunicare solo con i messaggi e le chat, tanto che anche quando sono fuori con gli amici, passano più tempo con il telefonino in mano rispetto al tempo che usano per parlare con i coetanei. In realtà esprimono un vero e proprio disagio e l'incapacità a comunicare verbalmente.

Cosa dovrebbero fare i genitori

  • instaurare un dialogo empatico fin dall'infanzia;
  • evitare le prediche ma cercare di capire cosa fanno con quel computer;
  • uscire dall'illusione di poter e dover controllare tutto: i figli hanno bisogno di costruirsi il loro mondo
  • finché possibile tenere il computer in una stanza dove possono accedervi tutti;
  • spronare i figli ad avere anche una vita sociale, sportiva e non solo virtuale

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  tecnologia   pc   internet  
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