Home » Tempo Libero » Letture » Ornella del Lago » Ornella del Lago - Capitolo 1 -

Ornella del Lago - Capitolo 1 -


PERSONAGGI DELLA FAVOLA

Miei cari piccoli amici, c’era una volta e c’è ancora uno dei più bei castelli del Trentino il castello sul lago Toblino.
Il Castello Toblino si affaccia sulle rive del lago omonimo.
Nel meraviglioso e fantastico mondo della fantasia quel castello era abitato dalla famiglia del nobile Peter Fon Walter, chiamato anche signore di Toblino. Aveva ereditato, per successione, castello e titolo da un lontano e dimenticato parente e da allora viveva con la sua famiglia in quel meraviglioso castello. 

I personaggi della favola:

Peter padre di Ornella

Le sue origini popolane lo rendevano un personaggio impacciato ma nonostante queste umili origini, cercava di darsi, a tutti i costi, un contegno di nobiltà. Facevano parte della sua famiglia la moglie e la loro unica figlia Ornella la protagonista di questa favola.

Jerta madre di Ornella

La moglie di Peter , dalle accentuate rotondità , e della stessa origine popolana del consorte, piuttosto goffa, sia nei comportamenti che nel vestire. Era solita vestirsi con abiti, di
foggia e colori poco adatti alla sua persona, specie ora che era Signora del castello.
A seconda dalle circostanze, si adornava di monili e preziosi, in maniera appariscente, sin dalle prime ore della giornata.

Ornella

Una tenera ragazza, di giovane età, non sembrava facesse parte di tal famiglia tanto per la bellezza, un visino minuto nascosto in gran parte dai folti capelli biondi, gli occhi azzurri, come le acque del lago, la pelle delicata, le donavano una dolcezza irreale, ed il suo porgersi con grande eleganza affascinava chi la incontrava per strada le poche volte che usciva dal castello, era amata da tutti.
E fu in una di quelle poche volte che fu notata dal conte Osvald , Vedendola esclamò tra se e se : Ecco la Signora del Castello Nero, farò qualsiasi cosa per averla in moglie. Anche se è un po’ troppo giovane, ma crescerà e sarà degna del mio castello. Si raccontava che il padre avesse fatto di tutto per il miglioramento di Ornella cercando per lei il meglio: istitutore Svizzero, una nurse francese che la vegliava e curava sin da bimba. Peter voleva che la giovane Ornella fosse all’altezza del suo nuovo ruolo di nobile ma la giovane che era già nobile di fattezze e soprattutto di cuore non fece alcuna fatica ad essere come il padre desiderava fosse, infatti nobili si nasce non si diventa.

Il Conte Osvald del Castello Nero.

Vi  era  ai confini di quelle terre un  castello  detto da tutti il Castello nero.
Il castello si ergeva su un massiccio di origine lavica perciò molto scuro.
Il paesaggio circostante era formato da una fitta boscaglia di sterpi e rovi che lo rendevano impervio e inospitale.
Per arrivarci vi era una piccola strada ricavata alle spalle del triste maniero.
Anche il castello, per ovvi motivi, con i materiali disponibili sul posto, era stato realizzato in pietra lavica e perciò era scuro come era oscuro tutt’ intorno.
Oscuro come le tenebre.
Chi passava da quei luoghi aveva terrore il terrore di tristi presagi, di incontri spiacevoli, nessuno osava avvicinarsi, tutti giravano al largo specie la notte.
Le leggende descrivevano il castello come luogo maledetto teatro di riti satanici.
Il castello Nero era abitato da due individui : Il Conte Osvald padrone e signore dello stesso castello ed il suo fido servitore.
Il servitore era un vecchio uomo che faceva da stalliere, paggio, cuoco e quant’altro era necessario al suo padrone.
L’uomo si faceva chiamare Conte Osvald Signore del Castello Nero. 
Vestito sempre di nero, truce in volto, erano in pochi ad averlo incontrato di persona e giuravano che ne avrebbero volentieri, in futuro, fatto a meno di rivederlo, per via della sua già triste fama.
Il truce Conte Osvald era davvero amico e frequentatore di streghe e stregoni che ospitava nel castello e nelle notti di luna piena, con le loro grida, riempivano di terrore il circondario mentre erano intenti a compiere malefici e rituali del Saba.
Il Conte Osvald era dedito alla magia e riusciva a confondere la gente mutando il suo aspetto.
A giorni si tramutava in un giovane avvenente, ma i sui modi di fare lo rendevano sempre rude e scontroso e chi lo incontrava capiva subito di chi si trattasse .

Capitolo I - La battuta di caccia

Il padre di Ornella insieme ai castelli aveva ereditato vasti territori adibiti a riserva di caccia. .
Un giorno Peter, insieme ad alcuni amici nobili, ospiti del castello, si recò nella riserva per effettuare una battuta di caccia.
Si erano divisi dandosi appuntamento al tramontare del sole nei pressi di una quercia di grandi dimensioni. .
Peter aveva abbattuto un maestoso cervo ma l’animale con le ultime forze che gli erano rimaste si era spinto fuori dal
territorio della riserva di caccia del castello.
Peter volendo recuperare la sua preda si spinse oltre le sue
terre ma ad un tratto si sentì afferrato per i piedi finendo a gambe per aria.
Mentre pendeva a testa in giù s’accorse che era rimasto vittima di una trappola per selvaggina.
L’uomo era incappato in una trappola messa lì proprio dal
conte Osvald .
Il nobile Peter era inciampato in una fune, celata sotto il
fogliame del bosco, che gli aveva , repentinamente ,serrato le gambe mandandolo a testa in giù.
La posizione non era delle più comode e l’uomo, sentendo, un gran dolore  gridò con quanto fiato avesse in gola:
Aiuto accorrete !!
Speranzoso che qualcuno dei suoi amici fosse nei dintorni e ascoltando la sua richiesta di aiuto lo avesse soccorso per poter scendere da quella scomoda e dolorosa posizione.

© Riproduzione Riservata
CONDIVIDI

GOOGLE ADS

Questo sito Web utilizza "cookie" a fini statistici e per la navigazione nonché cookie di terze parti. Continuando la navigazione su questo sito, ritornandovi in seguito, cliccando sui link al suo interno o anche facendo scrolling dichiari pertanto di acconsentire al loro utilizzo. [Cookie Policy]  

Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami