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Jennifer la Seppia Maldestra - Capitolo 2 -


CAPITOLO II- LA CATTURA

Jennifer come ogni giorno usciva dalla tana con le sue compagne di gioco per andare a giocare in uno spiazzo vicino alla scogliera.
C’era sempre con loro un seppia più grande che le sorvegliava perché le seppioline prese dal gioco non guardavano ai pericoli. Tutto si svolgeva nella normalità: Il gioco della corda, due seppioline giravano la corda ed un'altra saltava in mezzo a loro cantando una tiritera:
In fondo al mare, c’è una scogliera dove ci canta, mattina e sera, è Un pesciolino inargentato, un poco goffo, è innamorato. Così a turno saltavano la corda e chi sbagliava nel salto andava al posto dell’altra che girava la corda.
Per ore fino a pranzo quando richiamati dalle madri:
- E’ ora bimbe, è ora si mangia.
Tutte lasciavano il gioco e rientravano nella tana dove era pronto il pranzo:
- A lavarsi le mani, diceva la mamma, a tavola con le mani pulite.
Uffa ! Brontolò tra se Jennifer, siamo sempre in acqua no? Per quale motivo dobbiamo lavarci sempre le mani? Si alzò da tavola ed uscì dalla tana. In quel momento passava su quei miseri fondali, vi era ben poco da prendere, una sgangherata e rattoppata rete di un pescatore che catturò Jennifer. Mentre la rete con pochi pesci e Jennifer veniva issata a bordo della barca, per istinto Jennifer sbuffo l’inchiostro.
Non l’avesse mai fatto:
Ma che fai stupida seppia? Urlò un pesce tutto sporco di nero.
Ma mi difendo! Disse candidamente Jennifer.
Ma non vedi che siamo in una rete e non c’è modo di uscire?
Concluse il pesce che si ripuliva pian piano.
Ha ragione pesce dissero gli altri ospiti della rete, non possiamo scappare .. diverremo una buona frittura per gli uomini.
No! No! Piangeva Jennifer le mie manine nell’olio fritto, che schifo.
Ma via! dissero gli altri, inutile che piangi non c’è via d’uscita.
Il vecchio pescatore tirò su la rete ed alla vista della scarsa pesca Sussurrò tra se: Neanche per le spese del gasolio!
Poi mise i pesci in un secchio e cominciò a rovistare per selezionare i più grossi.
Jennifer s’infilava sotto gli altri per non farsi prendere.
E smettila di spingere, disse uno di loro, tanto poi toccherà anche a te.
Jennifer restò per ultima ed il pescatore vedendola esclamò:
Quanto è piccola, neanche un boccone per il mio gatto, che ne faccio?
La prese e la gettò in acqua dicendo:
-Torna quando sei tanto grande da essere mangiata, ora va via.
Jennifer nuotò con tutta la forza che aveva, sembrava una freccia nell’acqua, fino a raggiungere la tana, era tutta accaldata e la madre vedendola esclamò:
Ma dove sei andata a lavarti le mani in Oceania?
Jennifer prese posto a tavola senza dire una parola, la paura era stata troppa anche per un’incosciente come lei. Abbassò la testa e mangiò, senza fare le solite storie sul cibo, tutto quello che aveva nel piatto. Oggi burrasca! Disse il padre Jennifer non protesta.
E tutta la famiglia scoppio in una fragorosa risata, anche Jennifer rise ma in cuor suo avrebbe ricordato sempre quella brutta avventura.

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