Gelso

Il gelso, una pianta molto diffusa in passato, legata all'allevamento dei bachi da seta. Oggi meno conosciuta, ma sempre presente nel nostro paese.

Gelso


Il gelso è una pianta ai più quasi sconosciuta, un tempo rivestiva un enorme interesse commerciale poiché era utilizzata per l’allevamento dei bachi da seta, poi con l’avvento delle nuove tecnologie e di tipi di tessuto spesso non naturali, di questa pianta e di tutte le sue caratteristiche se ne è quasi persa memoria.

Da qualche anno a questa parte, invece, si sta manifestando un ritorno a riscoprirla, grazie ai suoi frutti molto dolci e ghiotti, facili da apprezzare per grandi e piccini.

Il nome è di derivazione latina, morus celsa, e significa “moro alto”, ben diverso quindi dalle more di rovo. In effetti, quest’albero può anche raggiungere i 12-15 metri di altezza ed è anche particolarmente longevo, alcuni individui superano i due secoli. Il gelso appartiene all’ordine delle urticales, e nello specifico alla famiglia delle moracea, proveniente dalla lontana Cina. Fu poi introdotto in Europa intorno al 1800, proprio per utilizzare le foglie come base dell’alimentazione dei bachi da seta, allevati a livello quasi industriale su queste piante. Ancora oggi è possibile trovare nelle campagne dei filari di gelsi, a raccontare di questo tipo di cultura e di lavoro di un tempo ormai passato.

 

Si tratta di piante belle perché molto ombrose e utili proprio per i frutti che ci possono donare.

More gelsoIl tronco ha corteccia bruno grigiastra e reticolata, le foglie caduche e alterne, il frutto è in realtà un “falso frutto” chiamato sorosio, più lungo delle more classiche, succoso e molto dolce, di colore variabile. Le more di gelso hanno la tipica forma allungata e sono composte di tante drupe unite una con l’altra.

Riguardo alla tipologia di frutto, esistono tre tipi di gelso:

    - Gelso bianco (morus alba)

    - Gelso nero (morus nigra)

    - Gelso con more dette “sangue e latte”

     

Molti preferiscono la terza tipologia e decidono, avendone la possibilità di coltivare la pianta, che ben si presta a crescere anche al nord, mentre il sud dell’Italia era da sempre la parte del nostro Paese favorita per questa pianta, poiché più soleggiata e con terreno particolarmente ricco. Si tratta di una specie molto resistente e rustica che non richiede grossa manutenzione. Queste piante crescono abbastanza velocemente, e vanno piantate preferibilmente nel tardo autunno o al termine dell’inverno. Dopo l’acquisto, se la pianta non è molto grande, di solito è bene farla crescere in vaso, per poi metterla a dimora quando si ha la certezza che si sia ben stabilizzata, ad esempio con un bel sviluppo della parte aerea, la chioma.

 Viale di gelsi

Una pianta di gelso giovane può produrre sino a 2,5 kg di more, 10 kg se la pianta ha già una decina di anni, fino a piante di 50 anni che possono produrre anche fino a 40 kg di succulenti frutti.

Le more si raccolgono in estate, e secondo la regione e delle condizioni climatiche, anche fino all’autunno.

Dalle more di gelso, si può ottenere un buon succo dalle proprietà astringenti, dissetanti e con potere antinfiammatorio per la mucosa orale, ottimo anche per combattere tosse e catarro.

 Dal punto di vista nutrizionale le more di gelso sono ricche di antocianosidi, importanti per la protezione dei vasi sanguigni, e proprio grazie ad essi le more sono così scure. Inoltre è presente tannino, utile nei casi di gastriti, Frutti del gelsosostanze con funzione antibatterica, proteine vegetali, vitamine del gruppo B, A e C, è in fase di studio la proprietà di abbassare la glicemia a seguito del consumo di questo frutto e delle foglie sotto forma di decotto. Gli zuccheri contenuti sono glucosio e fruttosio, inoltre sono presenti fibre solubili e caroteni.

Con le more di gelso si preparano marmellate, dolci, sorbetti, gelati e si aggiungono freschi in macedonia.

Di © Riproduzione Riservata
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