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Shag, il taglio capelli super scalato

L'ispirazione viene direttamente dagli Anni '70 e prevede chiome con importanti scalature

Shag, il taglio capelli super scalato

Da Jane Fonda a Edie Campbell tutte le stelline di Hollywood sono attratte dallo shag. Come ogni tendenza che si rispetti, trova le sue radici negli anni che furono, con precisione nei “ribelli” anni Settanta, ma a passi giganti e a stagioni alterne è tornato di nuovo in auge.
Lo shag cut è perfetto con ogni lunghezza, dall'ultracorto al lungo, a cui dona volume e movimento sbarazzini, dall'anima punk-rock. Solitamente si definisce su una lunghezza media con lunghezze molto scalate, più corte ai lati del viso e sulla sommità del capo, più lunghe sul retro. Rivisto e attualizzato, con volumi meno esagerati e un risultato più morbido ma sempre dinamico, è già stato adottato da celebs di tutto il globo. Vediamo qualche “dritta” sul tema shag.


Un po' di storia
Anche se meno noto del bob e della sua variante long, lo shag cut si ascrive allo stesso decennio. A idearlo, Paul McGregor, stilista che inventò un taglio capace di resistere al passare del tempo: allora una giovane Jane Fonda attivista politica, iniziò a sfoggiarlo al passo con i tempi ribelli, ma con un salto temporale di circa venti anni lo ritroviamo in testa alla effervescente Rachel di Friends, interpretata da Jennifer Aniston.
Le due attrici sono tra i volti più noti ad aver portato con disinvoltura lo shag cut, che dagli anni Sessanta a oggi difficilmente ha perso ruolo nel variegato mondo dell'hairstyling. Eccolo, dunque, conquistare un posto d'onore tra i tagli di tendenza della primavera/estate.

Lungo, medio con ciocche definite o...
Il concetto alla base dello shag è destrutturare la massa, alleggerendo con ciocche sfilate di lunghezza diversa su livelli differenti. Perfetto per i volti oblunghi quando è necessario aggiungere volume ai lati del viso, la versione lunga ripartita al centro, offre un’incredibile consistenza e facilita lo stile casual quotidiano.
Chi invece preferisce una lunghezza media e una scalatura non particolarmente azzardata, deve invece puntare su ciocche ben definite e trattate anche con effetti luce a contrasto sul colore di base. Poi c'è la versione short con un gioco di ciocche che si ribellano alla forza di gravita o, ancora, le asimmetrie che privilegiano capelli più lunghi anteriormente da “addolcire” con frezze chiare. Il tutto, sempre partendo dall'idea di trovare il taglio ideale a seconda della forma del viso.


Attenzione, però!
Lo shag è sbarazzino, certo, ma vietato lasciarsi ingannare dalla freschezza dello stile. Che non si ottiene con un semplice gioco di phon e spazzola. A supporto delle ciocche è comunque necessario un prodotto che sostenga la forma e tenga il risultato e, per non ritrovarsi in testa un effetto “spennacchiotto”, decisamente poco estetico, è fondamentale programmare un appuntamento almeno mensile con il parrucchiere.

Di © Riproduzione Riservata
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