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Un sentimento chiamato amore

Quando si prova l'amore vero è il cuore che diventa padrone delle nostre azioni ed il pensiero viene messo da parte

Un sentimento chiamato amore

L’amore è un’energia che ci avvolge perché è nell’aria che respiriamo.  Tutto il nostro universo vive sull’onda dell’amore. Senza la carica energetica dell’amore non potrebbero crescere le piante né ci sarebbe esistenza su questo pianeta. La sua è un’energia vitale.

Quando arriva nel nostro cuore si manifesta in maniera totalmente autonoma e imprevedibile, si sente nascer dentro, crescere e non si può fermarlo perché ha una forza tutta sua: non si può né contenere né controllare.
Quando si è immersi nell’amore, la mente non ha più parole, è il cuore che parla e agisce. Tutto sgorga da lì, come se il fuoco del pensiero si fosse trasferito nel centro del cuore, anche se questo è un pensiero muto che trasmette solo sensazioni e onde di consapevolezza.
Il cuore ti dice che stai amando e ricevendo amore. Non hai dubbi perché nel cuore è la percezione. A quel punto si sta nella sua atmosfera, protetti, sereni, nella certezza che tutto può accadere. Si sperimenta la capacità di attendere e di restare nel mutamento, nel divenire.

Credits: Foto di @stux | Pixabay
Quando sorgono i dubbi

Tutte le certezze che può trasmettere il cuore cedono il posto alle paure quando si lascia spazio alla mente, perché è lei che riesce a distorcere le sensazioni e a dar corpo alle nostre insicurezze.  Purtroppo dopo un primo momento di intima comunione è estremamente facile tornare a vedere l’altro come “distante da noi”, non più vicino, non più familiare ma qualcuno da modellare secondo i propri bisogni e il proprio ideale d’amore.
Inizia così la fase dei sospetti e delle incomprensioni e sempre più si crea il divario fra i due.
Finita la comunione che mantiene le sicurezze, perché fin quando non entrano in gioco le rispettive personalità c’è fusione, si può entrare in un’atmosfera di scontro. I rapporti che escono dalla fusione io-tu entrano in quelle situazioni di accordo-disaccordo nelle quali ciascuno scarica sull’altro le proprie tensioni.
L’amore puro agisce su un piano assoluto di scambio e reciprocità mentre nella maggior parte dei casi si vive una relazione sul piano personale trasportando in essa tutti i propri disagi.

Per amore s’intende anche sacrificio?
Per dare un amore sano ognuno deve prima di tutto amare e rispettare se stesso, perché se non ci si ama non si può pretendere che siano gli altri a farlo. Questa è una regola che vale in assoluto ma che è essenziale in un rapporto d’amore.
Il sentimento che nasce da una scarsa accettazione di sé è un sentimento malato, condizionato da richieste, pretese, aspettative. L’amore invece non conosce pretese, inutili pietismi, sottomissioni, ma l’accettazione della personalità e delle carenze di ciascuno dei due.
Spesso si crede di amare profondamente un altro perché si è inclini a sacrificarsi per lui. Ma il sacrificio non è necessario in amore, tra persone libere, perché ognuno dei due vuol rispettare la personalità dell’altro. Quando ci viene chiesto di rinunciare ai nostri sogni, alle aspirazioni, alla libertà personale, dobbiamo convincerci che non stiamo ricevendo amore ma stiamo nutrendo le insicurezze di un’altra persona.
Sacrificarsi è giusto solo quando è veramente necessario e disinteressato, non può servire per attirare amore e ancor meno è sano se avviene per incapacità a ribellarsi e a far valere le proprie ragioni.

Credits: Foto di @Pexels | Pixabay
Chi sceglie d’amare senza rispettarsi, dedicandosi completamente alla persona amata, dimentico di se stesso e delle proprie legittime esigenze, si allontana sempre più dal vero scopo della sua vita. Si annulla e uccide la sua vitalità.
Ecco perché l’amore deve essere paritario: non può esserci uno che riceve e uno che dà, ma entrambi che partecipano all’armonia del rapporto in modo semplice e naturale.
Amare vuol dire riconoscere la bellezza che c’è nell’altro e che non è meno o più di quella che c’è dentro di noi. Quando la bellezza la vediamo solo nell’altro c’è uno squilibrio che ci allontana dall’essenza stessa del voler bene.
I gesti, le parole che rivolgiamo alla persona amata devono uscire dal cuore, perché solo il cuore agisce senza calcolo. Chi ama non pretende niente in cambio della sua generosità perché neanche la considera tale e cerca, innanzitutto, di preservare la felicità di chi ha accanto.
Non esistono ricatti nel vero amore, anche se esistono nelle storie più comuni ma se questo accade vuol dire che qualcosa sta cambiando e che una buona parte del sentimento sta deteriorandosi. Se i ricatti erano presenti già alla nascita del rapporto ed uno dei due cercava d’imporre la propria volontà all’altro, bisogna allora considerare che tale rapporto è iniziato su basi molto fragili ed è destinato a creare più sofferenza che felicità.
Abbiamo tutti diritto all’amore perfetto ma ancora non abbiamo la giusta maturità per vivere in questa dimensione per tanto tempo. Ogni rapporto ha i suoi alti e bassi, importante è che ciascuno riesca a mantenere un equilibrio, una libertà interiore e una profonda comprensione dei limiti dell’altro e se questo sarà possibile sì è veramente molto vicini all’amore vero.

Di © Riproduzione Riservata
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