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Cosa significa Lgbtq+?

Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso utilizzare l'acronimo Lgbtq+ in occasioni mediatiche che riguardano l'omosessualità. Ma che cosa vuole dire esattamente?

Cosa significa Lgbtq+?

Nato negli anni '90 e registrato nel 1996 per sostituire il termine “comunità gay” considerato troppo vago, l'acronimo Lgbtq è stato coniato per rappresentare tutte le persone che non si rispecchiavano appieno nei termini generici di “uomo” o “donna”.
Se per alcuni individui, infatti, è semplice identificarsi con il sesso biologico di nascita, per molti altri non è affatto così, ma non per questo tali soggetti non devono essere riconosciuti e rispettati dalla società.
Pertanto è giusto fare un po' di chiarezza!


Credits: Foto di @sergiovisor_ph | Pixabay
Parole da conoscere
Lgbtq è l'abbrevizione di Lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer ed è la parola usata per non discriminare alcun genere e riferirsi a chiunque non si senta eterosessuale.
Nello specifico il termine lesbica viene usato per indicare l'omosessualità femminile, ovvero quando due donne sono attratte fisicamente e mentalmente tra loro.
Gay per descrivere l'omosessualità maschile; bisessuale quando una persona subisce il fascino sia per i maschi che per le femmine; transgender invece è la parola usata per indicare le persone che non si riconoscono con il proprio sesso di nascita ed infine Queer sono tutti gli individui senza “etichette” che non vogliono essere riconosciute in un sesso specifico.

Con il passare degli anni all'acronimo Lgbtq sono state aggiunte anche altre iniziali che per semplificazione vengono indicate con il +.
I che sta per intersessuali, ovvero tutti coloro che sono nati con caratteri biologici e cromosomici sia maschili che femminili.
A, per descirvere gli asessuali, cioè le persone che non sono attratte da alcun sesso; P, i pansessuali attirati da altri individui senza badare al genere o all'orientamento sessuale e K, Kink, coloro che prediligono pratiche sessuali non convenzionali.

Conoscere ed utilizzare adeguatamente tali termini non è ghettizzante ma al contrario serve per riconoscere, capire e nominare adeguatamente tutte le differenze in modo che chiunque possa sentirsi appartenente ad una società.
Legittimare l'esistenza Lgbtq è anche il primo passo per poi capire l'importanza di far approvare leggi contro l'omotransfobia come il DDL Zan.


Credits: Foto di @TheDigitalArtist | Pixabay
Un po' di chiarezza sull'identità di genere e sull'orientamento sessuale
Per capire, accettare e non giudicare, la cosa basilare è CONOSCERE. Tutti nasciamo con un sesso biologico, maschile, femminile o intersessuale (con caratteri fisici e cromosomici sia maschili che femminili) ma crescendo ognuno si crea un'identità di genere.

Questa può corrispondere al proprio sesso biologico (in questo caso si parla di Cisgender, il maschio si sente uomo e la femmina si sente donna) o a quello opposto (tale situazione è quella del Transgender o transessuale, in cui un maschio può riconoscersi in una donna o una femmina si riconosce uomo).

A questo punto, poi, ogni individuo nel corso della sua vita svilupperà un'attrazione affettiva e sessuale verso altre persone, non necessariamente del sesso opposto, perché l'orientamento sessuale non è definito alla nascita e neanche  si può decidere a priori.

Di , © Riproduzione Riservata
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