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Spiare il partner: è giusto o sbagliato?

Lo facevano le nostre nonne frugando nelle tasche delle giacche e controllando i colletti delle camicie dei mariti. E lo si fa ancora oggi, spiando mail, sms o profili web. Cambiano i mezzi ma lo scopo è sempre lo stesso: cercare le prove di un tradimento. La paura di essere traditi da chi si ama, può assalire tutti, anche le coppie più solide e le persone più sicure. Ma è giusto controllare il proprio coniuge?

Spiare il partner: è giusto o sbagliato?

I mezzi moderni di certo non aiutano a trattenersi dallo spiare il partner: complici cellulari, internet, sms, e chat è difficile resistere a improvvisarsi spie. Si comincia controllando il telefonino e si finisce per digitare la password per leggere anche le mail o entrare nei social network. Gesti proibiti che possono essere gli estremi di un reato (tra cui la violazione della privacy) e possono creare rotture perchè ogni relazione sentimentale dovrebbe basarsi per prima cosa sulla reciproca fiducia.

Quando vengono a mancare fiducia e rispetto è difficile condividere un sentimento perché stare in coppia non significa annullare la propria individualità e sorvegliare la vita dell'altro può avere un unico effetto: la rottura.

È giusto spiare il partner?
Difficile dare una risposta sul valore morale dello spiare e non è semplice stabilire se sia giusto o meno controllare l'altro. Tuttavia anche quando i propri sospetti sono fondati, vestire i panni di Sherlock Holmes non aiuta a risolvere la questione e cercare le prove richiede solamente un forte stress sia per il controllore che per il controllato. L'unica soluzione in questi casi è il dialogo, perché un confronto verbale consente di capire se il tradimento è legato a un momento di debolezza, a un disagio momentaneo, a una crisi personale o di coppia.

Perché si spia? Spiare il partner
Solitamente ciò che spinge una persona a controllare il proprio partner è la scarsa autostima, perché le persone insicure sono spaventate dall'incertezza. Il bisogno di controllare è spesso legato a una convinzione di base per cui se controllo evito delusioni e sofferenze, e spesso questo meccanismo scatta perché si ha un beckground affettivo poco piacevole. Si tratta solitamente di persone che hanno vissuto l'esperienza dell'abbandono in età precoce e da adulti i sentimenti di delusione e frustrazione possono riaffiorare e riversarsi sul partner da cui si teme un tradimento o un abbandono.

Un disturbo ossessivo compulsivo
Spiare alla lunga può creare il rischio di sviluppare un rituale ossessivo-compulsivo nei confronti della persona che si ama, soprattutto quando ci si rende conto che tale attività riesce a placare le proprie ansie personali. Solo la consapevolezza aiuta a liberarsi da questo comportamento, la persona deve riconoscere il suo problema e prendere coscienza delle conseguenze che questo comportamento può avere sia personali che di coppia. È importante analizzare le proprie ferite dell'abbandono per non scaricare queste ansie sul partner.

Controllare il partner
Spiare è un reato
La legge italiana considera la pratica dello spiare un reato di violazione della privacy oppure della corrispondenza. Quindi anche quando si vogliono utilizzare queste prove in tribunale in casi di divorzio, nella maggior parte dei casi sono elementi inutilizzabili. La legge vieta di impiegare come fonti di prova sia le intercettazioni di sms e telefonate sia i messaggi “rubati” da Facebook.

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  spiare   autostima  
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1 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da crimar
     

    Questa legge è ingiusta: se ho le prove inconfutabili di un tradimento, cosa importa come me le sono procurate? L'unica cosa che conta dovrebbe essere ristabilire la verità.

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