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Separarsi senza litigare grazie al diritto collaborativo

Separazione più serena e meno dispendiosa se c'è collaborazione tra i quasi ex coniugi, grazie a questo nuovo metodo.

Separarsi senza litigare grazie al diritto collaborativo

Lei, lui e ciascuno con un avvocato personale: spesso quando ci si separa la situazione è questa. Litigi, rabbia, accuse per tutta la durata del percorso prima di arrivare in tribunale e ottenere una separazione, che in 1 caso su 6 non è consensuale, ma giudiziale.

Ora però arriva dall'America il diritto collaborativo, una forma di assistenza legale per coniugi che vogliono arrivare al divorzio senza litigare.

Di cosa si tratta?

Il diritto collaborativo
Il diritto collaborativo è nato in America nei primi anni '90, da un'idea dell'avvocato Stu Webb; il concetto chiave è il lavoro di squadra, in cui coniugi e avvocati non si schierano più gli uni contro gli altri per combattere fino all'esaurimento, ma si impegnano ad operare tutti insieme con la massima trasparenza e buona fede, con l'intento di arrivare alla soluzione migliore possibile per tutti, salvaguardando soprattutto l'interesse dei figli. La base di partenza è che la ex coppia sia veramente d'accordo nel seguire questa procedura, collaborando in modo attivo, insieme ai propri avvocati.

Separarsi senza litigare con il diritto collaborativo
Come funziona il diritto collaborativo
Ogni coniuge deve nominare un proprio legale, scelto tra quelli specializzati in diritto collaborativo. Per tutti la regola base è impegnarsi a osservare, offrire e chiedere massima collaborazione, sincerità e lealtà. A questo punto negli incontri ci siederà a un tavolo per arrivare ad un accordo, senza segreti, ma è fondamentale essere onesti e esprimere le proprie esigenze morali e materiali, impegnandosi però a capire anche la posizione dell'altro. Se necessario ci si può avvalere anche del supporto di commercialisti, fiscalisti e psicologi.
Una volta raggiunto l'accordo ci si presenterà in tribunale.
Il diritto collaborativo è differente dalla Mediazione Famigliare, perché in quest'ultima non ci sono avvocati che aiutano a collaborare, ma delle figure chiamate mediatori familiari, che sono diversi da quelli civili. Solitamente la mediazione è un percorso che può essere disposto dal giudice, articolato in 10/12 incontri che hanno lo scopo di tutelare l'interesse morale e materiale dei figli.

Vantaggi della separazione tramite diritto collaborativo
In questo percorso, seppur doloroso e non facile, si vive un clima di cooperazione e fiducia con l'intento di ridurre la tensione emotiva. Ogni coniuge si concentra con più serenità sulla ricerca di soluzioni condivise senza pressioni e minacce e i costi alla fine sono minori di quelli necessari per una separazione giudiziale; inoltre si evitano i costi e i tempi dei ricorsi, che oggi sono sempre più frequenti, per cambiare le condizioni stabilite dal giudice in sede di separazione o di divorzio.

Le difficoltà di questo tipo di separazione
Ovviamente questa procedura non è esente da difficoltà e soprattutto, secondo alcuni avvocati, nell'ambito della procedura collaborativa viene snaturato il ruolo del legale come difensore della parte, poiché tutti i professionisti coinvolti lavorano per un progetto comune alla famiglia che si scioglie, con una possibile mortificazione delle ragioni della parte stessa, che talvolta non si sente supportata.
Inoltre oggi molte coppie preferiscono delegare le decisioni ai giudici perché difficilmente sono disponibili a collaborare.
Infine se la procedura collaborativa fallisce bisogna comunque orientarsi sulla procedura giudiziale, cambiando obbligatoriamente avvocati.

Separarsi senza litigare con il diritto collaborativo
Per avere maggiori informazioni
In Italia le due associazioni più importanti del settore collaborativo sono due:

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