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Il racconto dei racconti: il film di Matteo Garrone in concorso al Festival di Cannes

Liberamente ispirato alle favole di Giambattista Basile, "Il racconto dei racconti" di Matteo Garrone ci offre uno spaccato della società barocca arricchito di elementi fantastici e fiabeschi

Il racconto dei racconti: il film di Matteo Garrone in concorso al Festival di Cannes

In lizza per la vittoria della Palma d'Oro al Festival di Cannes, Matteo Garrone arriva giovedì 14 maggio nei cinema italiani con Il racconto dei racconti, il suo nuovo film liberamente ispirato a Lo Cunto de li Cunti di Giambattista Basile. «È un film per tutti, per adulti, per appassionarti, sorprenderti e farti piangere, perché è questo il cinema», spiega il regista. E noi, questo film, non vediamo l'ora di gustarcelo.

Trama
Liberamente ispirato alle fiabe di Giambattista Basile, Il racconto dei racconti è suddiviso in tre sezioni per raccontare, rielaborandoli, tre di questi meravigliosi e poco conosciuti racconti: La regina, La pulce e Le due vecchie.
Sono le storie di tre regni vicini e senza tempo, delle loro corti e dei loro rispettivi sovrani, ambientate in una cornice seicentesca in pieno stile barocco. Personaggi reali come re, regine, principi, principesse si incontreranno con esseri fantastici come orchi, draghi, streghe e animali straordinari, per prendere insieme parte a questo meraviglioso mondo fiabesco, dal sapore antico e magico. Un continuo susseguirsi di immagini d'effetto che hanno il solo ed unico scopo di lasciare lo spettatore a bocca aperta.

 

Film
Negli ultimi anni hanno preso sempre più piede nel mondo del cinema i riadattamenti su grande schermo delle fiabe più famose, quelle che hanno segnato l'infanzia di ognuno di noi. Spesso concedendosi diverse licenze, i registi si sono sempre più spesso ispirati alle fiabe dei fratelli Grimm e di Charles Perrault – già riadattate nel corso degli anni dalla Walt Disney – e ne hanno fatto la fonte di un grande successo (spesso non esente dalle critiche dei puristi).
Matteo Garrone si riallaccia senza ombra di dubbio a questa tendenza degli ultimi anni, ormai nuovo genere cinematografico, a cui però ha deciso di apportare un tocco di innovazione. Al regista italiano va, infatti, il merito di aver dato voce a fiabe meno conosciute, ma che costituiscono un grande patrimonio culturale nostrano e internazionale.

Le fiabe del napoletano Giambattista Basile - uno dei più grandi narratori della letteratura italiana barocca - a cui Garrone ha deciso di ispirarsi provengono infatti dal Pentamerone (meglio noto come Lo Cunto de li Cunti), opera ormai riconosciuta come la prima raccolta di fiabe di tutti i tempi, da cui poi i ben più noti fratelli Grimm hanno preso le mosse.
Attraverso l'uso del dialetto e il frequente ricorso ad efficaci metafore, Basile ha utilizzato le fiabe come mezzo per narrare la difficile realtà che il territorio campano stava attraversando nel corso del XVII secolo. Un'opera poco conosciuta ma di una forza espressiva e di un'importanza per la letteratura popolare senza paragoni.

«Ho scelto di avvicinarmi al mondo di Basile – spiega Matteo Garrone perché ho ritrovato nelle sue fiabe quella commistione fra reale e fantastico che ha sempre caratterizzato la mia ricerca artistica. Le storie raccontate ne Il racconto dei racconti descrivono un mondo in cui sono riassunti gli opposti della vita: l’ordinario e lo straordinario, il magico e il quotidiano, il regale e lo scurrile, il terribile e il soave».

Di Francesca Ferrandi, © Riproduzione Riservata

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