Questo sito contribuisce alla audience di
 Home » Tempo Libero » Cinema / Tv » Coco: la nostra recensione del film Pixar

Coco: la nostra recensione del film Pixar

La nostra recensione di Coco, il nuovo film Pixar in uscita nelle sale italiane il 28 dicembre 2017 e che porta sul grande schermo la cultura messicana

Coco: la nostra recensione del film Pixar

Giovedì 28 dicembre arriverà nei cinema italiani Coco, ultimo lungometraggio firmato Pixar che porta sul grande schermo la tradizione folkloristica messicana. Uno dei più attesi tra i film in uscita a dicembre 2017, e no, non solo dai più piccini.

Trama
In un variopinto villaggio messicano, completamente immerso nei preparativi per il Dìa de Muertos, vive Miguel, un ragazzino di dodici anni, figlio di calzolai, con un unico grande sogno nel cassetto: quello di diventare un musicista. Sa anche da dove vorrebbe iniziare: gli basterebbe poter strimpellare la sua chitarra in giro per le strade del suo quartiere per poter assaporare la felicità. Ad impedirglielo c'è però la sua famiglia, quella dei Rivera, sulla quale aleggia da anni una terribile maledizione che impedisce ai vari componenti di suonare strumenti musicali. Il divieto – imposto dalla trisavola Imelda nel momento in cui venne abbandonata dal marito chitarrista e lasciata sola a crescere Coco, attuale bisnonna di Miguel – non ferma però il ragazzo dodicenne che, desideroso di seguire i passi del leggendario cantante Ernesto de la Cruz, ruba una chitarra e inizia a strimpellarla. La conseguenza è inaspettata: Miguel si ritrova improvvisamente catapultato nell'aldilà, con il compito di scoprire i segreti che si celano dietro la sua famiglia.

Volete saperne di più sul film Coco? Ecco il trailer in italiano:



Recensione
Diciannovesimo lungometraggio di casa Pixar, Coco segna finalmente il ritorno della casa madre – dopo i vari, non sempre riusciti, sequel (vedi Cars 3) – ai livelli che ce ne hanno fatto innamorare. Ed è curioso che lo faccia in maniera squisitamente disneyana, con un viaggio all'interno di una civiltà lontana e delle sue più peculiari tradizioni; Mulan, Pocahontas e Oceania docet. Un matrimonio, quello fra Disney e Pixar, celebrato anche dal cortometraggio che aprirà la pellicola Coco, per la prima volta appartenente alla casa di Topolino; si tratterà, nello specifico, dell'attesissima featurette di 21 minuti intitolata Frozen - Le avventure di Olaf.

C'è però qualcosa in cui Coco si discosta dalla Disney. Se già i personaggi disneyani, a partire dagli anni '90, sono stati spesso connotati dallo scontro generazionale – vedi La Sirenetta, capostipite di una lunga serie di giovani ribelli – nell'ultima pellicola Pixar questo aspetto viene portato alle sue estreme conseguenze. Al punto tale che la famiglia di Miguel arriva ad assumere il ruolo di antagonista all'interno di Coco, almeno fino al dispiegamento finale della pellicola. La ribellione nei confronti dei parenti diventa, per l'adolescente, l'unico modo per realizzare i suoi sogni, le sue aspirazioni. Per divenire sé stesso. Un messaggio forte, profondo, anche spietato; ma - è legittimo chiederselo - fino a che punto educativo?



Intervista
C'è però di più. La cosa che maggiormente colpisce del film Coco è il suo legame con il mondo ultraterreno. L'idea, nata dal regista Lee Unkrich nel 2010, era quella di portare sul grande schermo il Dìa de Los Muertos, festa che si celebra – come in Italia – il 2 novembre, e di restituirci così uno spaccato della tradizione folkloristica messicana fatto di colori, musiche, giochi, balli. «Noi siamo prima di tutto delle persone che raccontano delle storie spiega Adrian Molina, co-regista del film – e il nostro primo obiettivo è creare una connessione con il pubblico restituendo delle emozioni e delle esperienze universali. In questo caso, parliamo di morte ma lo facciamo – e questo è l’aspetto che trovo davvero unico in Coco – in maniera divertente (il viaggio di Miguel è ricco di comicità) e soprattutto ottimistica. Abbiamo voluto parlare della morte in chiave positiva credendo nella connessione che resta coi defunti anche oltre la morte, e di come i nostri cari continuino a vivere con noi».

Di Francesca Ferrandi, © Riproduzione Riservata
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS

Questo sito Web utilizza "cookie" a fini statistici e per la navigazione nonché cookie di terze parti. Continuando la navigazione su questo sito, ritornandovi in seguito, cliccando sui link al suo interno o anche facendo scrolling dichiari pertanto di acconsentire al loro utilizzo. [Cookie Policy]  

Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami