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Black Sea, il claustrofobico thriller con Jude Law

Cosa può succedere ai membri di un equipaggio alla ricerca di un tesoro nascosto su un relitto sommerso dal mare? Scopriamolo insieme con Black Sea, il nuovo film in arrivo il 16 aprile nei cinema italiani

Black Sea, il claustrofobico thriller con Jude Law

Siete pronti a scoprire a cosa sono disposti gli esseri umani pur di prevalere sugli altri? A rivelarcelo è Black Sea, il nuovo thriller avventuroso firmato Kevin MacDonald, che arriverà nei cinema italiani giovedì 16 aprile.

Trama
Robinson, divorziato e con un figlio adolescente a carico con cui non riesce ad instaurare un vero rapporto, viene licenziato dal suo incarico di capitano di sommergibili per il recupero di relitti. In difficoltà nel pagare le bollette e mandare avanti quel poco che resta della sua famiglia, l'ex capitano decide di intraprendere un'avventura straordinaria: scendere negli abissi marini per recuperare l'immenso carico d'oro contenuto in un sommergibile tedesco che, dal 1941, giace sul fondo del Mar Nero. Ma, nell'immergersi nel profondo del mare, i membri dell'equipaggio si spoglieranno della propria umanità dando vita ad una massacrante lotta alla sopravvivenza dalla quale potrà restare in vita solo uno di loro.

 

Film
L'idea di Kevin MacDonald di ambientare gran parte del suo film nei fondali marini è sicuramente geniale. Il regista di Black Sea si è però ispirato ad una tragica vicenda realmente accaduta 15 anni fa nelle acque russe. «Per il film – spiega MacDonald - ci siamo ispirati all'incidente avvenuto in Russia nel 2000, il disastro Kursk, per colpa del quale alcuni sottomarini sono finiti in fondo al mare, il Mare di Barents, e non potevano essere salvati anche se si trovavano a soli 100 metri in profondità. E, soffocati, sono morti. Ho pensato che era un destino terribile e crudele a cui andare incontro, ma che sarebbe stato uno scenario interessante per un film su un gruppo di persone bloccate in fondo del mare e sulle loro azioni e reazioni».

Una situazione cruenta, ai limiti della realtà. Cosa può accadere ad un uomo che in vita ha perso tutto e si ritrova a combattere per la sopravvivenza nelle profondità marine? «I personaggi di Black Sea – continua il regista - sono stati disegnati tutti secondo un'idea, alquanto veritiera secondo me, che molte persone, in particolare gli uomini, prendono i propri lavori così seriamente che i lavori arrivano a prendere il controllo sulle loro vite. E quando, a volte succede, si ritrovano senza più un lavoro, perdono la ragione e il rispetto di sé e possono sentirsi molto arrabbiati per questo, arrivando a compiere azioni orribili».

Di Francesca Ferrandi, © Riproduzione Riservata

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