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Cosa fare se si è perso il lavoro?

Negli ultimi tempi, a causa della crisi economica, la disoccupazione ha continuato a crescere. Secondo gli ultimi dati Istat, nel nostro Paese le persone in cerca di un lavoro sono 2 milioni 220 mila. Il 20% in più rispetto ad aprile 2009. Sono molti i lavoratori che dall’oggi al domani si ritrovano senza un impiego, e questo può causare un black out mentale che a volte sfocia in depressione. Per uscire dall’apatia non bisogna perdere le speranze e puntare sulle proprie risorse.

I disturbi
La Sip, società italiana di psichiatria, conferma che incertezza e precarietà aumentano del 30% l’incidenza dell’ansia. La situazione tipica secondo la quale chi non ha lavoro si lascia andare, prevede tre fasi.

  1. all’inizio si rifiuta la realtà e si pensa che alla fine in un modo o nell’altro si uscirà dalla situazione negativa.
  2. Poi inizia il pessimismo, perché nonostante i numerosi tentativi di cercare lavoro non si presenta nulla di nuovo, e così l’ansia sale.
  3. Qui arriva la fase più dura, ci si rassegna e ci si chiude in se stessi. Ci si sente in colpa, si parla di meno dei propri problemi e ci si sente inutili, così subentra l’apatia.

Vergogna
Tutto questo incide sulla stabilità psicologica della persona, ripercuotendosi sulla famiglia e sulla società, vivendo forte senso di vergogna e inadeguatezza, perché non si riesce a sostenere economicamente se stessi e i propri cari. Aumenta così il senso di insicurezza, sale l’angoscia e aumentano i disturbi fisici e mentali.

Cosa fare se si è perso il lavoro
Come rimettersi in gioco

È dall’apatia che bisogna ripartire; lasciarsi andare all’immobilità è pericoloso perché si perde la voglia di ricominciare. Per superare questo momento è utile dedicarsi a un’attività che regala appagamento e dia energie mentali. Un esempio sono il volontariato, un corso di formazione professionale, etc. .
Il modo migliore per restare in piedi è non abbattersi, ritrovando la grinta e il coraggio che permettono di continuare a lavorare su se stessi e sulle proprie capacità.

Grinta per rimettersi in gioco
Il sostegno psicologico
Nella fase in cui si è perso il lavoro, può essere di aiuto il sostegno psicologico, che aiuta a “elaborare” il lutto della perdita del lavoro, ricostruirsi e rinforzarsi e superare il panico, l’ansia e i sensi di colpa di questa fase difficile. Lo psicologo aiuta a guardare avanti con fiducia e grinta e per questo motivo si lavora molto sull’autostima della persona. Ovviamente non è necessario rivolgersi ad uno psicologo privato, ma ci sono molte associazioni e consultori che offrono consulenze gratuite.

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