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Bulliziotti e Bullibox a scuola: diciamo no al bullismo!

Un'idea geniale nata in un istituto superiore di Lecce per fermare il fenomeno dilagante del bullismo: ragazzi cosiddetti “spettatori” si trasformano in figure di riferimento per le vittime. Come? Leggi il nostro articolo e lo scoprirai...

Bulliziotti e Bullibox a scuola: diciamo no al bullismo!

Il bullismo e il cyberbullismo, purtroppo, rappresentano oggi una vera emergenza tra bambini e adolescenti e sono fenomeni che si stanno diffondendo sempre di più nelle scuole italiane e nei luoghi frequentati dai giovani.
Le vittime, se non individuate per tempo, possono sviluppare disturbi di autostima, depressione e nei casi peggiori arrivare al suicidio!
Ma se da una parte ci sono molti “bulletti”, fortunatamente esistono anche numerosi ragazzi che vogliono dire stop a questi episodi; tra questi alcuni studenti della 1°A dell'Istituto Galilei-Costa di Lecce hanno ideato la figura dei bulliziotti e la bullibox per combattere il bullismo!

“Ma basta”!
In seguito al caso della ragazza di Pordenone che ha tentato il suicidio dopo essere stata derisa più volte dai suoi compagni, a 14 ragazzi della prima classe dell'Istituto tecnico-economico di Lecce è venuta la brillante idea di creare un movimento contro il bullismo il cui slogan è l'urlo di protesta: “ma basta”!

MA BASTA è l'acronimo che sta per Movimento Anti Bullismo animato da STudenti Adolescenti, si tratta di una vera start-up con tanto di sito internet, pagina facebook e video-spot per sensibilizzare tutti, mettere al muro i bulli e aiutare le vittime.
E non è tutto: dal prossimo anno scolastico l'intento è di contrastare il fenomeno con la presenza di bulliziotti e bullibox all'interno della scuola.



Di cosa si tratta?
L'idea di questi studenti è quella di individuare all'interno di ogni classe e di ogni istituto dei bulliziotti, ovvero ragazzi che non sono né “vittime” né “bulli” ma che spesso hanno il pessimo ruolo di spettatori. In questo modo potranno agire ed ostacolare i vari episodi di sopruso, prevaricazione e violenza sia fisica che psicologica.
Gestiranno una specie di sportello al quale si rivolgeranno le vittime, che molto spesso hanno paura a parlare con gli adulti e preferiscono il contatto con dei coetanei; a questo punto il bulliziotto o bulliziotta potrà agire in prima persona o fare una segnalazione ad insegnanti e dirigenti.
È fondamentale, infine, che la scuola organizzi incontri con psicologi, polizia e personale specializzato sul fenomeno.

E la Bullibox?
Non solo “poliziotti” adolescenti contro il bullismo, il movimento “Ma basta” ha anche pensato alla Bullibox, un'urna segreta posizionata in un luogo sicuro all'interno della scuola, dove chiunque potrà lasciare messaggi anonimi per segnalare eventuali episodi di violenze, che verranno poi letti e vagliati dai vari bulliziotti.
Insomma per essere dei quattordicenni gli studenti Giorgio, Martina, Mattia, Mirko, Jacopo, Patrick, Marta, Lorenzo, Niki, Simone, Francesca, Michela, Edoardo, Alice hanno avuto un'idea davvero geniale che si spera possa essere condivisa da tutte le scuole d'Italia e soprattutto possa avere il sostegno di dirigenti, insegnanti e provveditorati che dovranno anche finanziare la formazione specifica sul bullismo!

Se volete saperne di più andate sul sito www.mabasta.org

Di , © Riproduzione Riservata
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