Un famoso studioso di medicina e criminologia, anche fondatore del Museo di antropologia criminale di Torino.

Cesare Lombroso è da molti conosciuto per i suoi studi dedicati alla criminologia e alle patologie psichiatriche ad essa connessa: fu un grandissimo studioso, appassionato e tenace, che realizzò importanti scoperte e riuscì a catalogare e classificare migliaia di referti, utili per gli studi di tutti coloro che, come lui, cercavano di scoprire la complessità della mente umana.
Nacque a Verona nel 1835 e morì esattamemnte 100 anni fa, nel 1909, a Torino, città alla quale fu fortemente legato per studio e lavoro.
Va ricordato il suo nome poiché fu un pioniere nel campo della criminologia e della correlazione tra questa e la fisiognomica, disciplina in base alla quale poteva esserci un legame probabile tra i tratti del volto (occhi, forma, orecchie, ecc) e la propensione a commettere atti criminali.
I suoi figli percorsero strade a lui vicine, infatti la figlia Gina lavorò al suo fianco, mentre Paola, l'altra figlia, divenne antropologa (come lui medesimo) e il figlio Ugo fisiologo.
L’amore di Lombroso per lo studio va anche oltre alla “semplice” criminologia e si addentra molto seriamente nell’ambito della legge, facendolo diventare un vero e proprio giurista.
Frequentò le università di Pavia e Padova; dalla prima Facoltà ricevette l’incarico di effettuare ricerche sul cretinismo e sulla pellagra, e con il passare degli anni divenne ordinario di medicina legale a Torino, città nella quale inaugurò il Museo di psichiatria e criminologia, che poi divenne di Museo di antropologia criminale.
Proprio a Torino insegnò per circa trent'anni prima medicina legale, tra le altre cose fu lui a volere la separazione tra Medicina legale e la cattedra di Medicina d’igiene, e in seguito si dedicò all’insegnamento di Clinica Psichiatrica e di Antropologia Criminale.
Un suo importante collaboratore, Salvatore Ottolenghi, divenne poi il fondatore della Scuola di Polizia Scientifica a Roma.
Nel capoluogo piemontese, Lombroso si dedicò allo studio attento e all’analisi di cadaveri di prostitute, criminali e folli, effettuate presso il gabinetto di medicina Legale di Via Po.
Nel 1859, in occasione della seconda Guerra d’Indipendenza, ebbe l’opportunità di studiare e misurare centinaia di cervelli e di crani dei soldati caduti in battaglia; stessi studi furono compiuti su soggetti deceduti in manicomio a Pavia e Pesaro.
Nel 1876 si trasferì in modo definitivo a Torino e lì ottenne la cattedra di Medicina Legale, grazie ai suoi tanti meriti scientifici; si dedicò con volontà e tenacia alla catalogazione e alla trasformazione di tutti i suoi reperti in un vero e proprio museo, mostra d’interesse internazionale poiché richiamava non solo studenti, ma anche medici e scienziati di tutto il mondo.
L’attuale Museo di Cesare Lombroso è in fase di allestimento per essere di nuovo fruibile al pubblico da novembre 2009, in Via Pietro Giuria a Torino, vicino al Museo di Anatomia Umana.
Come già anticipato, Cesare Lombroso ebbe anche una grande passione per la politica che lo portò in Sala Rossa per discutere e sostenere le sue tesi, relative al fatto che si potesse curare la devianza e la malattia psichiatrica attraverso delle azioni educative “di massa” verso il popolo, evidenziando e affermando in modo democratico le sue idee e il suo schieramento socialista.

La sua testa è conservata in formalina, con un’espressione corrucciata, all’interno del Museo di antropologia criminale, anche per testimoniare la “non differenza” tra lui e gli altri. Proprio quegli “altri” che lui studiò per tutta la sua vita, riuscendo a dare un forte contributo alla fisiognomica, misurando dimensioni del cranio di uomini criminali o pazzi, la sua teoria poteva essere affascinate e per alcuni bizzarra, ma oggi appare infondata.
Non possiamo dimenticare uno dei suoi studi più importanti dai quali nacque poi “la teoria dell’uomo delinquente”: nel 1872 effettuò un’autopsia sul cadavere di Giuseppe Villella un famoso brigante di origine calabrese, da questo esame emerse che il soggetto in questione aveva un’anomalia nel cranio, ovvero una concavità liscia situata nella zona dell’occipite chiamata “fossetta occipitale interna”. Secondo Lombroso tale anomalia sarebbe presente solo nei pazzi o nei criminali, confermando la sua teoria in base alla quale “delinquenti si nasce”. Questa teoria è ben descritta nel volume L’uomo delinquente, dove si spiega la teoria della delinquenza atavica e incorreggibile.
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Mi basterebbe una carezza per lenire
la tristezza, mi basterebbe uno tuo sguardo
spensierato mentre mangi un buon gelato,
mi basterebbe un tuo sorriso
gioioso per togliermi il bisogno
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in ogni...