Ci sono alcune immagini pubblicitarie che hanno fatto discutere, ma negli anni le cose sono cambiate molto, e sembra in peggio.
Spesso, in tutti questi anni, il modo di comunicare ha subito decisamente parecchi cambiamenti e anche le pubblicità di cartellonistica hanno decisamente avuto evoluzioni e hanno anche fatto parlare di se molto spesso. Sembrano tanto lontani i tempi in cui le foto di Oliviero Toscani hanno fatto parlare il mondo (dando anche un grande aiuto pubblicitario al gruppo Benetton), nel bene o nel male. 
Anche se la prima vera pubblicità ‘scandalo’ fu quella di una marca di jeans che diceva ‘chi mi ama mi segua’ e inquadrava un considerevole lato B con dei jeans corti ed era il 1973. Scandaloso? Se la guardiamo ora fa sorridere…
Poi dopo anni relativamente tranquilli, Toscani parte alla carica, con Benetton. Sempre molto sensibile a certi argomenti, ha decisamente fatto scelte che per poco meno di 20 anni fa avevano fatto gridare allo scandalo: vi ricordate la foto con i preservativi colorati? Oppure il bacio tra una suora e un prete? Oppure del 1992, in piena campagna anti AIDS, la foto di un uomo (simile ad un Cristo in agonia) sul letto di morte per AIDS circondato dalla famiglia. Anche due cavalli in accoppiamento era stati oggetto di discussione (non si vedeva nulla) e anche l’immagine di un morto ammazzato di mafia con le tipiche donne siciliane vestite di nero sedute per strada. Poi nel 1994 e 95 ecco parlare della guerra e della pena di morte. 
Sicuramente Toscani voleva in qualche modo shockare ma per fare riflettere sugli argomenti tabù di cui ipocritamente non si parlava come il sesso e la sessualità, la diversità, la mafia, la guerra, tutti problemi del momento. Anche qualche anno fa si è occupato del problema dell'anoressia, ricordate la foto per Nolita? 
Altro è stata la pubblicità di una nota marca di auto tedesca che faceva immaginare un rapporto sessuale con movimento e cigolii dell’auto. Forse vivevamo ancora in anni dove ci si scandalizzava, magari ancora troppo, chissà cosa si direbbe ora.
Forse la foto di Marina Ripa di Meana che completamente nuda dichiarava che di pelliccia ne indossava solo una, oggi non scatenerebbe quel mormorio, non tanto per la nudità ma quanto il sottolineare una certa parte del corpo che nonostante tutto rimane un tabù, però chissà se si parlò di più della situazione di sterminio degli animali per fare pellicce che della pelliccia ‘esagerata’ (qualcuno si chiese se fosse veramente sua o cosa).
Poi anche D&G ci sono ‘cascati’ se così si può dire nel 2007, rappresentando una donna messa a terra da un uomo con altri in totale indifferenza, praticamente una simulazione di violenza...si inizia purtroppo una caduta verso il basso, dove lo scandalo è nell'uso dell'immagine femminile in modo degradante e umiliante. Fortunatamente venne quasi immediatamente ritirata senza che il duo siciliano-milanese facesse obiezione. 
Ed ecco l'ultima in ordine cronologico, quella di Silivian Heach (non illudetevi è un marchio pugliese) apparsa in dimensioni gigantografiche in alcune città italiane che ha fatto fortunatamente gridare allo scandalo, ma non tanto per la parte visibile (il sedere), ma sempre per ormai questa abitudine di rappresentare per forza una donna che continua ad usare esclusivamente la nudità per farsi notare. Dopo qualche settimana la foto della modella con la gonna sollevata è stata sostituita. Meglio così, ma purtroppo sarebbe meglio non arrivare a fare questo tipo di comunicazione e poi correggerla. Sinceramente preferivo i preservativi di Toscani, almeno avevano un significato e un messaggio di 'educazione', cosa che ultimamente manca.
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