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IVA al 21%

L'imposta sul valore aggiunto, nota anche come IVA, originaria del 20% passa al 21%, ma il coinvolgimento non è di tutti i prodotti, vediamo di fare un poco di chiarezza.

Di Sara 22/09/2011 

Dal 17 Settembre è entrata in vigore la legge n°138/2011 approvata il 14/09/2011, e pubblicata oggi 16 settembre, parte della nuova manovra finanziaria del Governo, dove l'IVA passa al 21% su tutti quei prodotti e servizi con IVA ordinaria al 20%.
Come a volte succede si crea però qualche piccolo dubbio o comunque la maggior parte di noi non ha ben chiaro quali sono i prodotti con l'IVA al 20%, quali quelli al 10% (qualcuno scoprirà che esiste anche un IVA al 10%) e quali quelli al 4%. Ci sono anche prodotti al 38% ma sono i beni di lusso come gioielli in platino, pellicce, tappeti orientali e gli yacht.

L'IVA al 21%Se pensate che è solo un 1%, sappiate che solo dall'entrata in vigore e sino a fine anno si prevede un ingresso extra nelle casse dello Stato di 700 milioni di euro, mentre in un anno saranno più di 4 miliardi di euro, una enormità per le persone normali.
Per capirci un po' di più le diverse classificazioni di imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) sono state così stabilite:

4% per tutti quei prodotti e servizi definibili di prima necessità o fondamentali o comunque prodotti di uso comune cioè parliamo di latte fresco, burro, formaggi, farina, verdure, frutta, legumi, pasta etc etc, giornali e riviste (non quelli pornografici), la prima casa, per i servizi quello della ristorazione nelle mense, i servizi di assistenza sanitaria, i servizi di educazione, etc. etc.
10% per tutti quei prodotti e servizi come gli animali (vivi o morti, freschi o congelati) e i suoi derivati come la carne, il lardo, la selvaggina, le uova, i pesci e i crostacei, fiori e piante ornamentali, cereali minori, cacao, marmellata, birra, l'energia elettrica, combustibili ma NON la benzina, medicinali, la tv via cavo e digitale, il tram e la metropolitana, etc. etc.
Se volete potete consultare la Tabella A allegata al decreto n°633 del 1972 con elencati in dettaglio i prodotti e la loro classificazione di IVA, ma come vedete sono molto diversificati e con così tante categorie e derivazioni che ci si può perdere.

L'IVA al 21%Per dare un valore concreto, su un acquisto da 60€ l'incremento è di 50 centesimi, immediatamente uno può pensare che sia poco, ma se calcolate in un anno le vostre spese, piccole o grandi quei 50 centesimi si moltiplicano sino a diventare cifre consistenti. Dai vari calcoli fati da diversi enti la forbice è ampia, da 120€ a 250€, basandoci sui calcoli di Federconsumatori e Adusbef si parla di 175€ l'anno, fate conto cosa potete farci. Facciamo però degli esempi di quali sono i generi che aumenteranno divisi per categoria:
Casa
biancheria per la casa e tessuti - mobili e prodotti per illuminazione
elettrodomestici (frigorifero, forno, lavastoviglie, lavatrice) e piccoli elettrodomestici
piatti, stoviglie e utensili - detergenti e prodotti per la pulizia della casa

Uso personale
rasoi e phon
articoli di pulizia e igiene personale - profumi e cosmetici
abbigliamento e calzature - valigie, pelletteria e accessori
gioielli e orologi
parrucchieri

L'IVA al 21%Tecnologia
computer (di tutti i tipi), stampanti e accessori - macchine fotografiche e videocamere
televisori e prodotti di home entrateinment (audio e video), strumenti musicali - giocattoli elettronici

Prodotti vari
articoli sportivi - giocattoli
auto, caravan e moto
articoli di cartoleria e cancelleria
telefoni (di tutti i tipi)
sigarette - benzina

Servizi
manifestazioni sportive e parchi divertimento - stabilimenti balneari
piscine, palestre e similari - pacchetti vacanze
pedaggi anche autostradali e parchimetri - affitti garage e posti auto e autonoleggio
servizi di telefonia di tutti i tipi
trasferimenti di proprietà auto e moto - servizi legali e contabili

Alimentari
bevande gassate, succhi di frutta e bibite analcoliche
vini e liquori
caffè

Attenzione però, il caffè, per esempio, aumenta all'acquisto in negozio, ma non se si parla di 'tazzina di caffè' al bar, perché sul venduto in grande distribuzione l'IVA è al 20% mentre al bar è al 10%.
Attenzione quindi agli aumenti, perché, purtroppo i furbetti ci sono sempre, quindi, consumatore avvisato... E se vi dovesse capitare di vede aumenti non corretti, chiamate pure i vigili, perché è un reato e si chiama 'furto'.

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1 commenti
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Commenti

  1. asia15 asia15

    giovedì 29 settembre 2011 alle 14:53

    Io mi domando: come fa una vecchietta come me a ritrovarsi in questo pasticcio? non è possibile avere le idee chiare! come facciamo a controllare? molto spesso ci troveremmo a cozzare contro le attività dei nostri figli e, magari, anche nipoti....siamo la solita Italia anche se questo mi deprime sempre di più. saluti a tutti.

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