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Nuovi termini della separazione: l'assegno di mantenimento in base all'autonomia e non al tenore di vita

Basta persone che vivono spandendo e spendendo alle spalle dell'ex coniuge: da oggi la Cassazione ha stabilito i nuovi paramteri in materia di separazione e divorzio

Nuovi termini della separazione: l'assegno di mantenimento in base all'autonomia e non al tenore di vita

In data 11 maggio 2017 la Cassazione ha rivoluzionato alcune disposizioni relative al matrimonio e con la sentenza 11504 ha decretato che “il mantenimento non va riconosciuto a chi è indipendente economicamente”.
"La Prima sezione civile ha superato il precedente consolidato orientamento, che collegava la misura dell'assegno al parametro del tenore di vita matrimoniale, indicando come parametro di spettanza dell'assegno, avente natura assistenziale, l'indipendenza o autosufficienza economica dell'ex coniuge che lo richiede".
Pertanto se un tempo l'ex poteva chiedere, dopo una separazione, di godere delle stesse cose che aveva quando era sposato, oggi non sarà più così.

Nuove disposizione
Questa novità è arrivata con la sentenza 11504/17 depositata in merito ad un divorzio tra un ex ministro e un'imprenditrice che chiedeva l'assegno di mantenimento ma alla quale è stato negato in quanto capace di essere autonoma economicamente.
Pertanto, se fino ad oggi i parametri per riconoscere l'assegno all'ex coniuge riguardavano il tenore di vita della coppia goduto in matrimonio, ora la Cassazione sentenzia che “se viene accertato che l'ex è indipendente o effettivamente in grado di esserlo, non deve essergli riconosciuto tale diritto”.
I principali indici da tenere in considerazione per valutare se una persona è economicamente autonoma sono: il possesso di redditi e di patrimonio mobiliare e immobiliare, la disponibilità di una abitazione e le “capacità e possibilità effettive” di un lavoro.


A chi spetta ora il mantenimento?
Con questa sentenza cade il principio sancito nel 1970 che aveva introdotto la legge 898 sul divorzio in Italia e l'assegno di mantenimento verrà versato solo a chi dimostrerà di non potersi mantenere.
Tale disposizione è in linea con il resto della giurisdizione europea poiché in molti paesi l'assegno che l'ex percepisce in seguito al divorzio dipende essenzialmente dai patti prematrimoniali.

Le reazioni
Dopo la notizia di questa sentenza le reazioni di tutte quelle persone che per anni sono state costrette a versare cifre astronomiche per mantenere l'ex coniuge sono state decisamente positive.
Meno felici, invece, quelle persone che magari per decisione coniugale hanno scelto di non cercarsi un'occupazione e dopo una separazione, sebbene siano in grado di poter lavorare, non trovano facilmente un lavoro.
Sarà comunque compito del giudice valutare ogni caso prima di decidere se dare l'assegno di mantenimento.

Di , © Riproduzione Riservata
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