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Abolizione monetine di rame: addio a 1 e 2 centesimi?

E' stato proposto nuovamente di eliminare le monetine dette "ramini" da 1 e 2 centesimi, perché? È conveniente per tutti?

Abolizione monetine di rame: addio a 1 e 2 centesimi?

Nella Manovra Bis, ovvero tutto quell’insieme di leggi emesse dallo Stato per la riduzione di costi e l’aggiustamento di recupero fondi, vi è un emendamento appena depositato con la richiesta della sospensione della produzione delle monetine da 1 e 2 centesimi che sono fabbricati in lega di rame ed infatti spesso si definiscono ramini con il “fratello maggiore” da 5 centesimi. Questo porterebbe un risparmio di circa 20 milioni di euro a bilancio. Se anche fossero un po’ meno è certamente un’ottima scelta: ma quali sono i pro e i contro nell’eventualità che questa richiesta diventi esecutiva?


Gli altri paesi UE
In alcune nazioni componenti dell’Unione Europea già non circolano più e non vengono più coniati i centesimi, parliamo di Olanda, Finlandia e Irlanda. E similarmente anche in altre nazioni c'è la scelta di non produrre monetine con valori così bassi.

Costi di produzione

Stando a quanto documentato tramite la Zecca dello Stato, il costo di produzione per 1 centesimo è di 4,5 centesimi, per la monetina da 2 è invece di 5,2. Unicamente per quella da 5 centesimi si arriva quasi alla parità ovvero 5,7 centesimi di euro. Questo dovuto ai costi della lega impiegata e ai costi fissi di macchinari, personale e struttura in genere.
Se dall’inizio dell’era Euro sino alla fine del 2012 sono state fuse 2,8 miliardi di monetine da 1 cent e 2,3 miliardi per un costo complessivo di 246 milioni di euro circa, se venisse bloccato il conio il risparmio sarebbe notevole, circa 20 milioni di euro l’anno.

Dove si usano

L’idea è anche stata proposta valutando il loro uso ridotto come moneta corrente, ovvero 1 e 2 cent non sono accettati nei distributori automatici di qualsiasi tipo (parcheggi, autostrade, bibite e similari). In molti esercizi non esistono prezzi con l’uso del centesimo ma al massimo si impiegano i 5 centesimi, rimane quindi un uso a quanto dire dal parlamentare che ha avanzato la proposta, molto limitato: panettiere, farmacia, piccoli negozi con un limitato uso di pagamenti elettronici.

Cosa cambierebbe

I cambiamenti pratici hanno un impatto limitato nell’uso corrente dei ramini, ovvero, rimarrebbero in circolazione quelli già presenti, anche perché turisti e viaggiatori li continuerebbero a portare in Italia per acquisti e spese varie, ma non si potranno spendere singolarmente.
Il campanello d’allarme suona sempre a svantaggio dei consumatori, ovvero, pagando in contanti si rischia l’arrotondamento per eccesso in qualsiasi caso, magari già con una modifica dei prezzi a priori. Teoricamente invece dovrebbe essere arrotondamento per difetto per cifre con 1 e 2 centesimi (per esempio 2,1€ o 4,2€ diverrebbero rispettivamente 2€ e 4€), mentre per prezzi con 3 e 4 si arrotonderebbe per eccesso (per esempio 2,4€ o 4,3€ diventerebbero rispettivamente 2,5€ e 4,5€). Ma come già accaduto al cambio da lire a euro, in cui nessuno ha avuto un ruolo di garante e di tutela della conversione, si sono generate lievitazioni dei prezzi molto consistenti perché spesso il cambio è stato alla pari e non la metà, ovvero da 1000 lire a 1€ e non 0,52€ come era stato fissato il cambio.

In attesa delle evoluzioni andiamo a controllare nei salvadanai perché potrebbe anche essere che custodiamo un possibile tesoro come il centesimo coniato per errore delle dimensioni del 2 e con la Mole Antonelliana come dritto.

Di , © Riproduzione Riservata
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