Un uomo su 40 mila e una donna su 150 mila soffrono di un disturbo dell’identità di genere. In Italia si fanno all’anno 24 interventi per diventare femmina e 7 per diventare maschio.

Il disturbo d’identità di genere
Il transessuale è colui, o colei, che fisicamente uomo si sente donna, oppure è donna e si sente uomo. Si tratta di un disturbo dell’identità di genere (Dig) che innesca la volontà di cambiare sesso, a differenza dell’omosessuale e del travestito.
Ma quali sono le cause?
Oltre a quelle psicologiche, ambientali e familiari, i nuovi studi sostengono che vi sia una anomala azione degli ormoni materni durante la gravidanza. Analizzando cervelli di transessuali con la risonanza magnetica è stato osservato che queste persone presentano strutture più simili a quelle del genere psicologico rispetto a quelle del sesso fisico. Rispetto al passato si esce maggiormente allo scoperto, perché si è appoggiati dalla legge e da specialisti competenti che lavorano in centri di riferimento pubblici. In Italia nel 1982 la legge ha approvato gli interventi per il cambio di genere sessuale.
L’iter
Chi decide di cambiare sesso, deve seguire un percorso delineato dalle linee guida dell’Onig (osservatorio nazionale sull’identità di genere). Per sei mesi rimane in osservazione con colloqui psicologici e indagini ormonali, cui segue un periodo di “test di vita reale” e somministrazione di ormoni. A quel punto medici e psicologi, consegnano le relazioni al tribunale di residenza, che può avvalersi di un consulente (Ctu). Una sentenza consentirà l’intervento di rassegnazione chirurgica dei caratteri sessuali e l’adeguamento dei dati anagrafici.
La trasformazione da uomo a donna
La trasformazione dei genitali esterni maschili in caratteri femminili comporta un periodo demolitivo (asportazione dei testicoli e del pene) e uno ricostruttivo (creazione di una vagina e di genitali esterni simili a quelli femminili).
La cute scrotale viene usata per la creazione delle grandi labbra e negli ultimi anni è stata studiata una tecnica che permette di ricostruire il clitoride, collocandolo nella sede naturale. Sotto al clitoride viene sistemata l’uretra e sotto ancora la neovagina che però non ha una lubrificazione autonoma.
Per quanto riguarda il seno molti decidono di farlo sviluppare con la terapia ormonale, anziché ricorrere alla chirurgia.
Trasformazione da donna a uomo
Questo intervento è molto più complicato e prevede vari tempi operatori.
La prima fase consiste nella riduzione mammaria (prima ormonale e poi chirurgica per dare l’aspetto di un torace maschile). Poi segue l’Istero–annessectomia con un unico intervento chirurgico di asportazione di utero e ovaie. La vagina, in genere, non viene rimossa perché tende a ridursi spontaneamente e, se richiesto, può essere asportata successivamente. A questo punto è necessaria la falloplastica (un intervento opzionale che non tutte le persone con Disturbo dell'Identità di Genere vogliono effettuare).
Esistono diversi metodi chirurgici a seconda di ciò che si vuole ottenere:
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