L’aborto medico, cioè con la pillola è un’alternativa, un’opzione non chirurgica per le donne che vogliono interrompere la gravidanza. In realtà tra aborto medico e chirurgico non esiste una scelta migliore in assoluto, ma ogni singolo caso può valutare come interrompere la gravidanza.

Un’alternativa all’aborto chirurgico
L’assunzione della pillola abortiva è una procedura meno invasiva, praticabile in qualsiasi ambulatorio che abbia una sala operatoria necessaria per eventuali complicazioni. Contrariamente alle credenze popolari, anche nell’aborto chirurgico i sintomi possono essere importanti e persistere a lungo, anche se il dolore iniziale è attenuato dall’anestesia.
Come funziona
L’utilizzo della pillola Ru486 è da effettuare solo in ospedale e prevede la somministrazione di due compresse. Dopo aver valutato la situazione e il caso della paziente si può ricorrere a questo metodo già dopo 7 giorni dalla richiesta di aborto (controfirmata da un medico non obiettore).
La donna prende il farmaco a base di mifepristone per bocca. Alla dose di 600 mg o di 200 mg se la gravidanza è inferiore a 7 settimane. Due giorni dopo si prende una pillola a base di prostaglandina, che provoca l’aborto: può essere il misoprostolo in compresse o il gemeprost, somministrato per via vaginale. I farmaci assunti provocano artificialmente un aborto “spontaneo”: la prima pillola prepara il terreno mentre il secondo preso a distanza di due giorni, provoca l’espulsione dell’embrione, di solito entro poche ore.
In alcuni casi (il 2%), l’espulsione del feto avviene già prima dell’assunzione della prostaglandina. Nel 90 % dei casi, invece, avviene poche ore dopo aver preso il secondo farmaco.
Nei restanti casi, l’aborto si verifica a distanza di alcuni giorni.
Le complicanze più comuni
La Ru 486 è un farmaco e come tale può provocare degli effetti collaterali, anche se le complicanze più serie sono rare. I sintomi sono legati alle prostglandine e si riducono notevolmente dopo l’espulsione del feto. Solitamente la donna può avvertire dolori simili a quelli mestruali, anche se più forti, prima e durante l’aborto. Inoltre alcune donne hanno perdite di sangue, che variano da persona a persona e possono essere più o meno abbondanti. La durata è di circa 9 giorni, ma possono persistere in forma ridotta anche più a lungo. Il dolore e il sanguinamento dipendono dalla settimana di gestazione in cui è preso il farmaco. Altri sintomi sono nausea, vomito e diarrea. Raramente si manifestano cefalee, vertigini e febbre.
È sicura
L’aborto medico è considerato dall’Organizzazione mondiale della sanità un metodo sicuro e efficace. È stato, infatti, testato e sperimentato a lungo, ed è usato in Francia già dal 1988. In Italia, per ora, l’uso del farmaco è possibile solo in alcune cliniche, oppure attraverso l’importazione da un Paese dell’Unione Europeo, purchè giustificato da caratteri di eccezionalità.
Non bisogna però dimenticare il peso psicologico a cui, anche con l’assunzione della Ru 486, la donna è soggetta. Tuttavia, a differenza con l’aborto chirurgico, le pratiche burocratiche sono più corte, e può essere più facile sopportare l’iter, anche a livello psicologico.
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