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Travel Therapy: il viaggio come forma di terapia

Il modo ideale per affrontare la fine di un amore, di un'amicizia che ha deluso, la perdita di una persona cara o il licenziamento? Fare le valigie e partire!

Travel Therapy: il viaggio come forma di terapia

Viaggiare non è solo un modo per conoscere il mondo, popoli ed altre culture, ma, in determinati momenti della nostra vita, può essere anche una forma di terapia psicologica per ritrovare se stessi, guarire le ferite dell'anima e sentirsi pronti per affrontare un nuovo capitolo della propria esistenza.
Nel viaggio ci si esplora interiormente, ci si scontra con aspetti della propria personalità, con le emozioni e ci si sperimenta in situazioni sconosciute che aiutano molto spesso a superare limiti e paure.
E questo partire, scoprire, vagare, con l'intento di capire un po' più se stessi, in psicologia ha un nome: travel therapy, ovvero la terapia basata sul viaggio.

Un bagaglio carico di emozioni
Chi è malato di viaggi sa bene che girare il mondo è un modo per riprendere contatto con la vera natura umana, con sé stessi ed è un'esperienza per crescere come persone ed evolversi.
Secondo la travel therapy la rigenerazione, la trasformazione e la conoscenza sono i risultati che si ottengono quando si viaggia, soprattutto se si fanno le valige in determinati momenti della vita.
La cosa fondamentale però è non convincersi che andando via troveremo per forza ciò che ci manca, ma essere consapevoli che il miglior modo per tornare arricchiti da un breve o lungo viaggio è cogliere le piccole cose.

Per tornare arricchiti da un viaggio...
Affinché la nostra partenza non sia solo una vacanza ma si trasformi in viaggio dell'anima e della psiche è fondamentale godere appieno di tutti i momenti, dall'inizio alla fine.
Durante il soggiorno, poi, bisognerebbe riuscire ad aprirsi alle nuove esperienze, parlare con la gente locale (anche usando i gesti), assaporare la cucina tipica e visitare i luoghi non turistici.
È importante avere con sé un notes per segnare emozioni, pensieri e sensazioni che accompagnano la nostra esperienza; ed infine donare qualcosa di proprio a qualcuno che incontriamo durante questa esperienza.


Ad ognuno il suo itinerario
Nel libro Travel Therapy: come scegliere il viaggio giusto al momento giusto, l'autrice Federica Brunini consiglia itinerari diversi a seconda di ciò che in quel momento stiamo vivendo.
Ecco di seguito alcune mete suggerite sia nel libro sia secondo i principi della viaggio-terapia!

Fase di incertezza
Se stiamo attraversando un momento della vita in cui non sappiamo più cosa vogliamo, abbiamo perso la voglia di lottare e di porci obiettivi allora il viaggio migliore da intraprendere è quello caratterizzato da un cammino o da un pellegrinaggio, nel quale ogni giorno è fondamentale raggiungere una destinazione!


Licenziamento o nuovo lavoro
Perdere il lavoro o iniziarne uno nuovo rappresenta un momento di rottura e di trasformazione; in questo caso, anche se le finanze non ci vengono in aiuto è importante riuscire a staccare la spina e partire. In questi casi, la travel therapy suggerisce tutte quelle mete improvvisate e un po' pazze: un viaggio in moto, in auto 4x4, in campeggio, l'importante è che sia itinerante!


Fine di una storia d'amore
Chi ha provato questa esperienza conosce molto bene il malessere che permane quando non si è più amati, quando la persona con la quale avevamo costruito e condiviso tanto ci lascia. E mai come in questa situazione si sente il bisogno di calore; un viaggio perfetto è quello che prevede il contatto umano sia esso solidale o semplicemente basato sulla conoscenza di nuovi popoli. In Paesi come l'Africa e nel sud est asiatico è facile conoscere gente che fa sentire il suo affetto con un sorriso o una stretta di mano, e si torna a casa con un'energia nuova!


Perdita di una persona cara
La morte di qualcuno che amavamo è un evento molto doloroso che richiede di essere elaborato con il tempo. Dopo un lutto fare un viaggio può aiutare sicuramente e seguendo i principi della travel therapy le destinazioni più indicate sono tutte quelle che prevedono un'immersione nella natura. Qualche esempio? Un safari in Africa o un giro tra i Parchi americani, una crociera nei Fiordi norvegesi o un trekking in Patagonia fino alla fine del mondo. Se invece il bisogno è di entrare in contatto con la propria parte spirituale sono indicati Paesi come l'India, la Birmania o la Cambogia.

Di , © Riproduzione Riservata
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