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Sunday blues, la depressione della domenica

Domenica di ansia, tristezza, malessere a addirittura attacchi di panico: il tutto in previsione degli impegni della settimana che sta per iniziare. Avete mai provato la depressione domenicale?

Sunday blues, la depressione della domenica

Gli inglesi usano una serie di termini per indicare il malessere che colpisce molte persone la domenica, quando si inizia a pensare alla settimana lavorativa e agli impegni che si accavalleranno: sunday blues, school bus blues o sunday night depression.

Pare che la depressione domenicale possa colpire chiunque, in qualunque parte del mondo e soprattutto coloro che fanno lavori che permettono di avere il fine settimana libero.
Si tratta di un malessere indefinito, che rovina puntualmente ogni fine settimana e impedisce di godersi il riposo.

Di cosa si tratta? Chi è a rischio?

Sunday blues
Il sunday blues
Ci sono persone, pare 1 su 4, che nel tardo pomeriggio della domenica, o in serata, iniziano a pensare al fine settimana che sta terminando e alla settimana che inizierà, carica di impegni e lavoro. Qualcuno inizia a stare male addirittura la domenica mattina e non riesce a godersi quel che resta del week end.
La maggior parte delle volte la depressione domenicale si manifesta in modo lieve con ansia, tristezza e voglia di piangere, all'idea di ricominciare la settimana lavorativa. Nei casi più gravi, invece, si presentano nausea, mal di testa, mal di stomaco fino ad avere veri e propri attacchi di panico.
Se il malessere è caratterizzato solo da noia e malinconia non c'è nulla di cui preoccuparsi, ma è semplicemente il segno che il proprio lavoro, il capo e i colleghi, non sono proprio di nostro gradimento; se invece il malessere va oltre questo singolo giorno, è segno di qualche forte insoddisfazione verso qualcosa nel lavoro o nella vita affettiva.

Chi è a rischio
A soffrire di sunday blues sono sia uomini che donne, ma soprattutto sono i single, gli individui potenzialmente più a rischio. Chi non è sposato o fidanzato, spesso, non sa come trascorrere le ore libere della domenica, non ha una condivisione di affetti e passa gran parte delle giornata in solitudine. Questi elementi sono, secondo uno studio inglese, terreno fertile per la sunday blues.
Anche un lavoro poco gratificante, cattivi rapporti con colleghi e superiori e incertezza sul futuro aumentano lo stress domenicale.

Sunday blues
Cosa fare contro la depressione della domenica
Per combattere l'apatia e il senso di tristezza che può colpire la domenica pomeriggio, può essere utile riprogrammare la propria giornata inserendo attività diverse rispetto a quelle abituali.

  • vivi la domenica come se fosse un giorno qualunque: cioè non pensare che la domenica è per forza il giorno del riposo, ma prova ad inserire impegni vari, attività, hobby, che non ti faranno pensare al lunedì
  • inverti il sabato con la domenica, ovvero cerca di dedicarti alle attività che abitualmente svolgi il sabato, alla domenica e viceversa.
  • frequentare gente: è importante non stare sempre soli la domenica, ma invitare gente a casa propria o trovarsi fuori per una passeggiata o un aperitivo.
  • fare una gita fuori porta anziché rimanere a poltrire sul divano tutto il giorno, andare ad una mostra, al cinema o provare un nuovo ristorante.
  • fai fuoriuscire le tue emozioni e se sei triste inutile nasconderlo o trattenersi; può essere utile, invece, scrivere un diario, parlare con un amico o un familiare. Aiuterà a elaborare e a capire da dove nasce questo senso di tristezza.

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  depressione   ansia  
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1 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da Tony59
     

    Anche per me la domenica è davvero deprimente. La depressione, come forma patologica, è un male per cui sono inoltre in cura da venticinque anni, circa. Il senso di disagio domenicale, tuttavia, non lo avverto così. Essendo un uomo solo, appunto, forse anche per una disposizione psicologica non idonea, il senso di tristezza lo avverto come senso di esclusione; una bella festa, che però è degli altri, non mia.

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