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Gli italiani mangiano sempre peggio

Seguiamo la dieta mediterranea della nostra tradizione, non lasciamoci andare a cibi poco sani.

Di Alessandra Mallarino 25/12/2010 

Dieta italianiNoi, popolo italiano, siamo i fautori e i credenti della famosa dieta mediterranea, ma in realtà non è  un Italia che gode di “ottima salute”, a ben guardare i dati che riportano un costante aumento di casi di obesità sia infantile, sia dell’età adulta. Ma come mai tutto questo, perché il nostro modo di mangiare è così sbagliato, pieno di mode spesso poco sane e senza un equilibrio nutrizionale? Perché sempre più persone soffrono di diabete, di ipercolesterolemia, ecc? Perché passiamo molto più tempo a correre, tra un appuntamento e l’altro, spesso dimenticandoci di mangiare o peggio consumando pasti frugali e inadeguati alle nostre vere esigenze? Gli snack imperversano, a scuola come in ufficio, e quando arriviamo a casa ne troviamo a tutte le ore, basta aprire le nostre dispense per accedere a spuntini sì golosi, ma altrettanto grassi, ricchi di zuccheri e onestamente poco sani. Senza contare che per quegli spuntini troviamo il tempo e i soldi da spendere, e ciò è davvero un paradosso a ben pensarci. In base all’indagine condotta dalla Fipe-Confcommercio gli italiani spenderebbero circa 2 euro in più rispetto a 40 anni fa per il cibo. Ecco qualche dato: per mangiare fuori spendiamo circa 9 euro a testa al netto dell’inflazione, per un totale di spesa pari a 212 miliardi (142 per il consumo alimentare domestico), il 33% degli acquisti alimentari è canalizzato verso il "fuori casa", questo sta a significare che il tempo in cucina trascorso per cucinare è sempre meno.

Dieta italianiMolti manager e imprenditori danno sì rilievo al cibo, ma questo è vissuto preferibilmente a livello conviviale, poi però al proprio domicilio scelgono sovente piatti pronti, precucinati, solo più da riscaldare nel microonde o nel forno per qualche minuto. E’ risaputo che questi piatti hanno un contenuto più elevato dal punto di vista lipidico o glucidico, il quale a lungo andare può far scatenare dei problemi in persone che hanno una dieta e un’alimentazione molto povera di fibre, lontana da una cucina in cui si potrebbero preparare piatti sani e leggeri. Leggere le etichette sarebbe di grande aiuto, ma in realtà tutto ciò presuppone del tempo che invece non è così impiegato, e si perde tutta una serie di informazioni utili, legate ad esempio alla composizione, alla provenienza del cibo, agli aspetti merceologici ecc.
La conoscenza media sul cibo da parte degli italiani non è uniforme, si passa da una fascia di persone molto preparata e fondamentalmente interessata al cibo in relazione alla salute, ad una fascia invece molto meno attenta alla qualità ma più ad altri aspetti come quello economico (inteso come risparmio).

Dieta italianiEsiste poi un’interessante e nuova figura, quella dello snack man, si tratta di giovani o giovanissimi, il cui rapporto col cibo è particolarmente immaturo e in qualche modo legato alla tecnologia. Dimostrano uno strano amore verso la plastica e il cartone, infischiandosene dell’ambiente, non leggono le etichette minimamente,  e non sono a conoscenza delle più semplici regole di conservazione dei cibi e delle diverse modalità di preparazione dei medesimi. Non consumano a sufficienza, secondo le linee guida, abbastanza frutta e verdura, avendo in questo modo una dieta poverissima di fibra con tutte le conseguenze che ciò comporta. E in linea generale non amano le cose naturali, ma più sono complicate e ricche di ingredienti meglio è!

A questo punto viene da chiedersi come queste “giovani scelte consumistiche alimentari” vadano a incidere sul mangiare italiano. Ecco qualche risposta: vi è stata, sempre secondo l’indagine della Fipe, un’evidente riduzione della frutta e della verdura, mentre è in aumento quella per snack vari, biscotti, merendine, bibite varie con una percentuale di aumento pari al 20%.
La pasta, dal canto suo, per ora regge e non manifesta segni di abbandono da parte di nessuna fascia di età, anzi si evidenzia un consumo di più 18%.
Da leggere come dato altrettanto interessante è che sia la carne sia il pesce sono in diminuzione a livello di consumi, forse per una questione legata ai costi.
Quello che in linea di massima si evidenzia è un sempre maggiore distacco da quelle che sono le tendenze modaiole e le radici storiche gastronomiche della nostra tradizione culinaria. Gli italiani si stanno alimentando male e se andremo avanti di questo passo non potremo vantarci più di essere il popolo mediterraneo che sta meglio e che è tra quelli più longevi.

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1 commenti
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Commenti

  1. MangiaSano MangiaSano

    lunedì 27 dicembre 2010 alle 12:51

    Gentile Collega Mallarino, Articoli di questo tipo creano confusione! Bisognerebbe anche accennare, che oltre a mangiare sempre peggio, gli italiani che ingrassano(come tutti gli 'industrializzati' d iquesto mondo) mangiano sempre di piu'... di quanto possano metabolizzare! Lei mi insegna, infatti, che non ci sono cibi che fanno ingrassare 'per natura', ma si ingrassa anche con cibi 'sani'... in eccesso al proprio fabbisogno energetico (di calorie) giornaliero. Questo é il tenore anche del nostro libro: MANGIARE SANO E MORIRE GRASSI! [] un sano saluto dalla Svizzera Leoluca Criscione PS: mi indichi un indiirzzo postale, al quale spedire, con piacere, copia del libro.

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