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10 pollini che creano maggiori allergie

Durante il periodo d'impollinazione il numero di persone che presentano sintomi allergici cresce a dismisura. Quali sono le piante alle quali dobbiamo fare maggiore attenzione?

10 pollini che creano maggiori allergie

I pollini ogni anno causano milioni di riniti allergiche. Entrano in contatto con il sistema immunitario dell'individuo che riconosce come nemico tali sostanze, provocando una serie di sintomi come: starnuti continui, occhi e naso che colano, arrossamento, tosse...
Le allergie ai pollini non sono facili da gestire perché a partire dalla primavera, tali sostanze sono abbondantemente nell'aria, provocando malesseri più o meno accentuati in un'abbondante fetta di popolazione.

I pollini si diffondono durante il periodo di fioritura. Può cambiare da una regione all'altra. Potete consultare il calendario dei pollini ma, ricordatevi sempre di far riferimento alle indicazioni specifiche della vostra regione.

Molto spesso chi soffre di allergia ai pollini ritiene erroneamente di esserlo a tutti indistintamente. In realtà, nella maggioranza dei casi, non è così.

Ecco quali sono, secondo le statistiche, i 10 pollini che creano maggori allergie.

 

1. Pollini di pioppo

Il pioppo è presente in circa 30 specie differenti. In Italia è piuttosto diffuso, soprattutto nella Pianura Padana. Il periodo di diffusione dei suoi pollini inizia nei mesi di febbraio e marzo.

 

2. Pollini di betulla

Chi soffre di allergia verso i pollini di betulla, passerà un periodo piuttosto critico tra marzo e maggio. Questi allergeni poi, sono particolarmente presenti nella zona centrale e settentrionale.

 

3. Pollini delle graminacee

Questa è forze l'allergia ai pollini più diffusa perché di fatto gli alberi che appartegono alla famiglia delle graminacee sono i più numerosi sul pianeta. Si parla di quasi 8000 specie esistenti, suddivise in 100 generi. Non solo, la diffusione dei pollini copre abbondantemente primavera ed estate. Iniziano verso aprile e non si arrestano fino all'arrivo dell'autunno, settembre.

4. Pollini di ambrosia

Cause di riniti e congiuntivite allergiche, anche i pollini di ambrosia, della famiglia delle composite. Colpiscono in maniera piuttosto aggressiva il sistema immunitario, dal mese di luglio a quello di ottobre.


5. Pollini della parietaria

Nella famiglia delle Urticacee, la parietaria è sicuramente la pianta con i pollini che causano un più alto tasso di rinite, congiuntivite e asma allergica. Il periodo d'impollinazione va da marzo a settembre. Non solo, produce abbondanti quantità di polline. È diffusa in tutta Italia.

 

6. Pollini delle poligonacee
I test allergologici possono aiutare a capire a quali pollini siamo allergici. Tra gli allergeni più comuni sono stati riscontrati i pollini delle poligonacee. È una famiglia piuttosto numerosa e comprende molte erbe perenni, come il grano saraceno e il rabarbaro. Il periodo di fioritura va da aprile a luglio, ma il picco d'intensità c'è a maggio.
 
7. Ulivo
Le allergie primaverili possono essere provocate anche dai pollini di ulivo, i quali si diffondono tra maggio e giugno.
 
8. Pollini di artemisia
L'artemisia è diffusa nelle zone rurali e nei boschi. Come l'ambrosia, il periodo di fioritura va da luglio a ottobre.
 
9. Pollini di nocciolo
Fuori dal coro, i pollini di nocciolo fioriscono da gennaio a marzo. Spesso chi è allergico a questa sostanza, lo è anche ai pollini di betulla. Senza dimenticare le allergie crociate.
 
10. Pollini di dente di leone
Anch'essi fanno parte delle Composite. Il dente di leone è conosciuto anche con il nome di soffione o tarassaco. Il periodo di pollinazione è probabilmente il più lungo perché va da febbraio a novembre.

Di Claudia Lemmi, © Riproduzione Riservata
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