In numerose regioni italiane, prima fra tutte il Trentino Alto Adige, da diverso tempo a questa parte c’è la possibilità molto interessante di aprire un micronido familiare.

L’idea del micronido familiare nasce dalla necessità concreta e a volte davvero “disperata” delle mamme lavoratrici di lasciare i propri cuccioli in mani fidate, e rispondere ad un bisogno urgente lasciato spesso disatteso dalle strutture offerte dai Comuni o da quelle private, dove nonostante l’impegno a volte sono proprio i posti a mancare. Ecco allora in soccorso questa soluzione: bella, a misura di bambino e pratica.
In sintesi è un progetto che viaggia su binari di complementarità rispetto alle più conosciute strutture dedicate all’educazione e all’accudimento infantile. Si tratta di un’esperienza lavorativa per le giovani mamme, molto bella sia sotto il profilo umano che professionale, sia dal punto di vista della crescita personale, con la possibilità reale e concreta di seguire il proprio figlio e insieme con lui altri piccoli pargoli di altrui mamme e papà, il tutto gestito comodamente a casa.
Vediamo meglio di cosa si tratta e in pratica come è possibile realizzare questo progetto.

E’ possibile dare vita a un micronido familiare nel momento in cui si diventa mamme e i bambini ospitati devono avere da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 3 anni. Ci vogliono pazienza, amore, organizzazione e disponibilità di tempo.
Elementi necessari sono: una famiglia con figli delle età comprese tra i tre mesi e i tre anni, un massimo di ospiti fino a 4 (calcolando anche i propri figli), 5 ore giornaliere massime consecutive, fino a un massimo di trenta ore settimanali. Il micronido è gestito o dalla mamma della famiglia ospitante, oppure da educatrici, gestite da una coordinatrice, le quali lavoreranno direttamente presso la
famiglia.
Gli spazi che si possono usare sono all’interno dell’abitazione o in alternativa spazi diversi, purché idonei.
Per quanto riguarda il Comune di Torino, è possibile reperire tutte le informazioni complete, anche dal punto di vista amministrativo, fiscale e organizzativo direttamente in Via Bazzi 4 (Tel 011.4427486), presso la Divisione Servizi Educativi della Città di Torino.
Il progetto dei micronidi familiari nasce e si origina dalla legge “Turco” 285/97, con lo scopo di rendere migliore la qualità della vita delle famiglie, nel 2004 si è poi sviluppato un Albo chiamato “Albo delle Agenzie Educative”.
La famiglia che gestisce e organizza il micronido riceve una quota una tantum in cambio di questo impegno.
C’è da dire in linea di massima che ogni regione ha le sue regole, ed è per questo motivo che, in relazione alla regione di appartenenza, è meglio rivolgersi direttamente ai Servizi Educativi o agli Assessorati alle politiche per la famiglia, che potranno dare tutte le informazioni necessarie corrette in merito. Ad esempio bisogna informarsi in
modo completo su tutti i requisiti che l’abitazione deve avere: metri quadri della sala adibita e deputata come zona gioco, i servizi igienici, la cucina abitabile. Considerare poi la spesa economica che è variabile e si aggira intorno ai 3000-4000 € tra lettini, sponde, fasciatoi ecc.
Sempre in base alla regione chi apre un micronido deve avere un certo tipo di titolo di studio, o frequentare un corso di formazione per gestire al meglio tutti gli aspetti relazionali, pedagogici, psicologici e amministrativo/fiscali.
Esistono poi delle organizzazioni private che permettono di gestire il micronido “chiavi in mano” supportando, attraverso formazione continua, sia il personale per i bambini che quello amministrativo, fornendo il materiale per l’arredamento e così via, insomma formule gestite in franchising che su tutto il territorio nazionale permettono al meglio la gestione di questo “mondo famiglia”. Alcuni esempi di questo sono: Happy Child o Centro Studi 0/6 Planet, fino a formule ancora più complete per aprire addirittura un vero e proprio asilo nido.
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