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Come insegnare a nuotare ai bambini

È importante insegnare a nuotare ai bambini il più presto possibile, in modo da aiutarli a vedere l'acqua come un'amica, un posto dove divertirsi e rilassarsi

Come insegnare a nuotare ai bambini

Sono tanti i bambini che hanno paura dell'acqua e in un certo senso si tratta di un timore fondato, dettato dal loro istinto e dalla percezione. Tuttavia è un problema che riguarda i più grandicelli, i neonati non hanno ancora sviluppato il senso della paura. Con l'aiuto dei genitori però, anche il bambino più grande potrà superare anche questo ostacolo! La cosa importante è non forzarlo, ma semplicemente accompagnarlo in questa fase della vita.


Il modo migliore per iniziare è portarlo in piscina, dove i corsi sono sì gestiti dall'istruttore, ma è la mamma o il papà a stare a contatto con il piccolo. L'insegnante ha appunto il compito di insegnare, spiegare come tenerlo saldamente senza far percepire i timori. È possibile far vivere questo primo contatto con l'acqua al bambino, dopo che ha fatto le prime vaccinazioni.

Iniziare con una volta a settimana, giusto per aiutare il neonato a riscoprire le sensazioni dell'immersione in acqua. In realtà infatti il bambino non ricorda che nella pancia era circondato d'acqua, tuttavia quando si trova immerso, proverà un senso di appagamento.



5 consigli che aiuteranno il bambino a imparare a nuotare
Insegnare a nuotare ai bambini non è difficile, se si seguono le istruzioni dell'insegnante. Quindi, chi sceglie di portarli in piscina, deve acquistare per il bambino un costume contenitivo e un asciugamano per coprirli quando escono dall'acqua. Non importa la cuffietta, né le ciabattine.

  1. Non forzarlo a stare a galla. L'acquaticità è molto più importante in questa fase. Il galleggiamento viene da solo, in un secondo momento. Se il bambino impara a stare sott'acqua è un grandissimo passo.
  2. Non insegnare le tecniche di nuoto. Non solo a un bambino così piccolo non servono a niente, ma possono anzi deviarlo portando poi in futuro a uno stile sbagliato. Il piccolo appunto, deve scoprire l'ambiente subacqueo e starci con piacere.
  3. Niente braccioli. Servono a stare a galla ma, appunto non è questo lo scopo per un bambino piccolo che deve imparare a nuotare. I braccioli impediscono l'importante processo d'immersione. Fino ai 4/5 anni devono giocare in acqua e imparare ad amare questo elemento.
  4. Seguire l'insegnante. Superati i quattro anni, il bambino gradualmente inizierà ad apprendere le tecniche imitando i gesti dell'insegnante. Quindi, se ne deduce che anche la separazione dalla mamma o dal papà è fondamentale.
  5. I genitori non sono istruttori. Il nuoto è uno sport e come tale, richiede la padronanza di specifiche tecniche. Un genitore per quanto possa essere un bravo nuotatore, non potrà mai sostituire l'esperienza di un insegnante di nuoto specializzato nell'infanzia.

 

Il ruolo dei genitori 
I genitori comunque giocano ugualmente un ruolo importante quando si tratta di insegnare a nuotare ai bambini. Il loro compito non è di spiegare al bambino come si nuota, ma consolarlo, approvarlo e soprattutto incoraggiarlo per ogni piccolo traguardo raggiunto. Il genitore non deve mai identificarsi nel bambino, trasferire su di lui i propri sogni. Errore che alcuni genitori commettono, è quello di fare i confronti con gli altri bambini e di farli notare al figlio.

Altra cosa importante da fare è fissare il corso di nuoto nei momenti migliori della giornata per il figlio, come ad esempio quando esce da scuola. Anche perché una volta tornato a casa, quando ha guardato i cartoni e ha giocato, non avrà voglia di uscire per andare in piscina. Molto meglio che vada al corso prima che una qualsiasi interruzione possa distrarlo. Chiaramente sarà il bambino stesso poi a vedere la piscina come un parco giochi.

Il genitore deve scegliere la piscina giusta, ma soprattutto l'istruttore migliore, il quale deve avere un modo di fare gioioso e compatibile con i bambini, deve saperli far divertire prima di tutto.


Quando il neonato invece, dimostra di non voler stare in acqua, è bene non forzarlo e riprovare in un secondo momento. Se il bambino più grande dimostra un totale disinteresse per la piscina, ugualmente è importante non costringerlo a seguire i corsi e puntare piuttosto su uno sport che apprezza e pratica volentieri.

Di Claudia Lemmi, © Riproduzione Riservata
TAG  vacanze al mare  
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