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Genitori iperprotettivi

L'abuso su un minore può nascere anche da un pericoloso mix di troppo amore e ansia eccessiva, o dal desiderio di mamma, papà o nonni di tenere il bambino a riparo da tutti i “pericoli” del mondo. Ma le conseguenze negative sul piccolo e sul suo sviluppo psicofisico sono molto seri. Quando la protezione genitoriale rischia di diventare un abuso?

Genitori iperprotettivi

Tutti i genitori sono protettivi con i figli, è naturale e doveroso; ma talvolta le eccessive attenzioni possono trasformare la vita del bambino in “prigionia”.
Solitamente si parla di atteggiamento iperprotettivo quando il rapporto tra figlio e mondo esterno viene reso problematico dal costante intervento dei genitori che, anziché svolgere il proprio ruolo di mediazione in modo equilibrato, creano barriere eccessive. Per “mondo esterno” si intendono sia i rapporti sociali che si sviluppano nell'infanzia, sia i diversi ambienti in cui il bambino può interagire con estranei (scuola materna, parco giochi, spiaggia..etc).

È normale se i genitori aiutano il figlio a conoscere piano piano la realtà esterna e compito del genitore è proprio quello di accompagnare il bambino alla scoperta di qualcosa di nuovo, proteggendolo dai rischi e dai pericoli. Il problema si pone quando questa funzione corretta diventa eccessiva rispetto ai reali rischi che il figlio può correre.


Il controllo eccessivo
Quali sono gli atteggiamenti considerati iperprotettivi? Ecco alcuni esempi che possono aiutare a capire dove l'amore e la cura per i figli sconfinano nell'eccesso dannoso.

  • Verificare sempre quello che il bambino fa, accompagnarlo ovunque per essere sicuri che non gli succeda nulla, non lasciarlo con altri adulti.
  • Intervenire ogni volta che il bambino ha una difficoltà o uno scontro per aiutarlo, essere perennemente attenti che qualcuno non gli faccia male o che lui stesso non si faccia male, Intervenire sempre in sua difesa anche quando il figlio si scontra con i coetanei, senza lasciargli il tempo di reagire e di difendersi da solo.
  • Impedire al figlio certe attività e frequentazioni che per i coetanei sono normali; spesso i genitori iperprotettivi, con la scusa di proteggere il figlio e di non farlo stare male, gli impediscono di uscire con i coetanei, di andare a casa dell'amichetto o in gita con la scuola.


Genitori iperprotettivi = figli insicuri
La parola chiave di questi atteggiamenti iperprotettivi è “controllo”; il genitore sente di dover controllare tutto e tutti quelli che vengono in contatto con il figlio. Il messaggio che arriva a un bambino è molto netto, e cioè ovunque, fuori di casa, si possono nascondere pericoli e lui ha bisogno di essere sempre protetto. Solitamente il bambino reagisce a questo messaggio sviluppando uno stato d'ansia pari a quello del genitore e quindi gli vuole sempre stare vicino. Ovviamente tutti i bambini vogliono stare vicino ai genitori, ma un bambino iperprotetto tenderà a farlo sempre, perché non ha strumenti per affrontare da solo la realtà.
È importante che i genitori ogni tanto si mettano nei panni dei bambini: tornare indietro con la mente, ricordare come si era e cosa si faceva all'età che oggi ha il figlio, e chiedersi “che cosa pensavo e provavo se mia madre faceva cosi?”.

Di , © Riproduzione Riservata
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