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Ragadi al seno durante l'allattamento

L'allattamento dovrebbe essere un momento speciale sia per il bebè che per la mamma, ma a volte possono insorgere problemi come le dolorose ragadi al seno. Fortunatamente spesso, con una buona prevenzione e cure mirate, possiamo quantomeno alleviarne i sintomi, vediamo come.

Ragadi al seno durante l'allattamento

Il momento della poppata è fonte di un enorme benessere per il bebè che attraverso il contatto con la mamma vede soddisfatti tutti i suoi bisogni. Mentre si alimenta infatti soddisfa anche la sua necessità di protezione e calore umano e stringe il vincolo mamma/bimbo.

Anche per la mamma l'allattamento al seno è, o almeno dovrebbe essere, un momento di piacere e relax, grazie all'ossitocina che il corpo rilascia in seguito allo stimolo di suzione del bebè, ma alcune volte purtroppo non è cosi.

Durante l'allattamento materno infatti possono insorgere vari problemi, tra cui le ragadi al seno, che impediscono o ostacolano un'approccio sereno e piacevole al momento della poppata.

Cosa sono le ragadi?
Le ragadi sono screpolature o ferite che possono essere più o meno gravi e profonde e che interessano la zona del capezzolo e dell'areola.
Proprio a causa del dolore che provocano queste escoriazioni, a volte portano la mamma a prolungare eccessivamente il tempo che trascorre tra una poppata e l'altra, col rischio di causare una mastite o di non assicurare al bebè la quantità di latte necessaria.


È possibile prevenirne la comparsa?
Nella maggior parte dei casi la comparsa delle ragadi al seno è dovuta ad un attacco scorretto del bebè durante la poppata e questo avviene in prevalenza durante i primi giorni di vita del piccolo, molte volte addirittura durante la degenza in ospedale dopo il parto.
In questi casi un buon assessoramento da parte del personale ostetrico può essere utile, se non risolutivo, per prevenire il problema. Una corretta posizione durante l'allattamento infatti, col nasino del bebè all'altzza del capezzolo e la bocca ben aperta per afferrare anche parte dell'areola, è la migliore prevenzione contro la comparsa delle ragadi.
Anche l'uso di un reggiseno in puro cotone, senza pizzi e traspirante, aiuterà a prevenire questo fastidio, mantenendo i capezzoli asciutti tra una poppata e l'altra e combattendo il ristagno di batteri e microorganismi. Ricordiamo infatti che non è indicato lavare la zona ad ogni poppata, visto che l'uso eccessivo di detergenti potrebbe modificare il naturale ph della pelle, indebolendola.
È utile inoltre per far riposare i capezzoli, alternando il seno ad ogni poppata. In questo modo il bebè drenerà entrambe le mammelle, prevenendo il ristagno di batteri e la comparsa di ragadi e mastite.
La miglior cosa è la prevenzione, cercate quindi di curare il seno durante l'allattamento.


Come possiamo alleviare i sintomi e favorire la cicatrizzazione delle ragadi?
Una corretta prevenzione non elimina completamente il rischio, se nonostante tutto sono apparse le prime escoriazioni non aspettiamo che il fenomeno si aggravi, ma corriamo ai ripari il prima possibile, così:

  • di fronte all'apparizione delle prime ragadi la prima cosa da fare è assicurarci che i capezzoli siano sempre asciutti tra una poppata e l'altra. Se necessario lasciamo asciugare il seno all'aria qualche minuto dopo la doccia, prima di rivestirci.
  • un buon rimedio per cicatrizzare le ferite può essere spalmare qualche goccia di latte materno sui capezzoli, dopo ogni poppata, e lasciarlo asciugare.
  • attenzione all'uso delle coppete assorbilatte perché possono creare un ambiente umido che impedisce la circolazione e aggrava le ferite.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  ragadi   allattamento  
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