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Allattare in depressione

Le mamme colpite da depressione post-partum possono comunque allattare il proprio bimbo? E' un bene o un male per mamma e figlio? Vediamo insieme cosa dicono gli esperti.

Allattare in depressione

L'allattamento è molto importante per il neonato. L'Organizzazione Mondiale della Sanità conferma che un bimbo può nutrirsi esclusivamente di latte materno per i primi sei mesi di vita, ovviamente se il latte della mamma è sufficiente da coprire tutte le poppate del neonato. Altrimenti si potrà allattare col metodo misto, alternare cioè una poppata di latte materno a una di latte artificiale. Ma ci sono delle controindicazioni per quanto riguarda l'allattamento materno? Soffermiamoci sul male che purtroppo può colpire le neo-mamme dopo il parto, ovvero la depressione. Nutrire il neonato al seno è compatibile con la terapia della depressione post-partum?



Tra i tanti innumerevoli vantaggi dell'allattamento al seno, vi è sicuramente un fattore da non sottovalutare, ovvero un aumento dell'autostima e un rafforzamento del legame con il figlio, grazie anche al meccanismo di produzione dell'ossitocina, che viene definito ormone dell'attaccamento. Gli esperti del settore non parlano di controindicazioni all'allattamento al seno, in caso di depressione post-partum. I farmaci che si utilizzano nella terapia, se assunti in dosaggi standard, sono compatibili con l'allattamento e non provocano danni al neonato. Discorso diverso invece è il caso di una neo-mamma con disturbo conclamato, per cui le poppate rappresentano non un piacere, ma un ulteriore motivo di stress. E' chiaro che ogni caso va valutato a sé, e saranno il ginecologo e lo psicologo a decidere il da farsi. 

Per prendere questa decisione sono da individuare diversi fattori nella neo-mamma, primo tra tutti i sintomi che presenta: possono essere sintomi lievi, possono solo trattarsi di cambi di umore senza interferire assolutamente con l'assolvimento dei compiti materni, considerando tutti i cambiamenti all'interno della sua vita. In questi casi, sicuramente, l'allattamento può continuare senza problemi, perché si tratta di sintomi passeggeri e non costanti.


Quando la depressione è forte
Diversa invece, è la situazione nelle forme più serie della depressione, i cui sintomi possono essere altri, tra cui il  disturbo del sonno, i pensieri tristi e cupi, la mancanza di autostima, la difficoltà ad instaurare un rapporto col il proprio bimbo, il disagio per la nuova vita. A decidere se allattare o meno sarà lo specialista che eventualmente accosterà all'allattamento una cura con antidepressivi e ansiolitici compatibili con un allattamento magari misto, per non stancare la neo-mamma, e allo stesso tempo per non negare questa forma di alimentazione importante per il neonato. Se al contrario, i sintomi sono davvero gravi, e la forma di depressione è ad un stadio alto, la decisione migliore sarà quella di sospendere l'allattamento e, allo stesso tempo, far capire alla mamma che la scelta di non allattare in questi casi, è la soluzione migliore per instaurare un rapporto tra la mamma e il figlio. 

Una cura da non sottovalutare infine, è quella morale, ovvero un aiuto che dovrebbe dare la famiglia alla donna, non solo nella cura del bambino, ma anche nei piccoli gesti quotidiani, per far capire alla neo-mamma che la vita è sì cambiata, ma che può certo continuare in modo positivo senza perdere nulla della vita che si conduceva prima.

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