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Storia Sfinci di San Giuseppe



La festa di San Giuseppe si festeggia in quasi tutti i paesi della Sicilia come la prima festa della primavera. In alcuni paesi la festa dura anche per una settimana. La natura si risveglia, il grano comincia a maturare e si spera in un buon raccolto.

Il 19 marzo sono imbandite tavolate e molte case vengono aperte per offrire ai passanti una grande quantità di pietanze come voto al Santo per qualche grazia ricevuta e in alcuni paesi si recita una sceneggiata.

A Pietraperzia in provincia di Enna,ci sono ad esempio tre cavalieri a cavallo che recitano la fuga in Egitto di San Giuseppe, Maria e Gesù dopo l’ordine infanticida di Erode (poemetto lirico scritto da un notaio di Barrafranca nel 1800).
Intanto San Giuseppe viene scelto tra i bambini più piccoli del paese, vestito di celeste con una coroncina in fronte e posto a benedire una grande tavolata allestita davanti la chiesa Madre insieme al parroco.
E’ tradizione quindi la preparazione del cibo da offrire ai poveri, fondamentale è il pane come simbolo di fertilità.

Gli Sfinci sono i dolci caratteristici che si mangiano a Palermo per la festa di San Giuseppe, una delle celebrazioni più antiche e tradizionali del sud Italia e
di questa città.

Il nome deriva dal latino "spongia" cioè spugna, e questi a sua volta dal greco "sfoggia". Sono frittelle morbide, gustose e asimmetriche, che sembrano delle vere e proprie spugne.

Se volete preparare questi dolci ecco la Ricetta degli Sfinci di San Giuseppe: buon appetito!

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