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Paolo e Francesca

Paolo e Francesca, gli amanti raccontati da Dante nella Divina Commedia. Una storia d'amore e di inganno, finita in tragedia.

Paolo e Francesca

 

“Amor, ch’ al cor gentil ratto s’apprende, prese costui de la bella persona che mi fu tolta; e il modo ancor m’offende…

Amor, ch’al nullo amato amar perdona, mi prese costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona…

Noi leggevamo un giorno per diletto di Lancillotto come amor lo strinse; soli eravamo e sansa alcun sospetto. Per più fiate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo del disiato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi basciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse; quel giorno più non vi leggemmo avante.”



 

Paolo e Francesca amanti

 

Chi non ricorda questo bellissimo canto dell’inferno ne La Divina Commedia di Dante?

Nel canto numero V si narra la storia di Paolo e Francesca, due personaggi veramente esistiti attorno al 1255, ma non esistono prove concrete dell’adulterio né che Paolo e Francesca si frequentassero veramente. Dante fu il primo a presentare questa coppia, come l’immagine passionale di due giovani che si trovarono separati dall’inganno delle rispettive famiglie. Dopo esser stati uccisi dal marito di lei che scoprì il tradimento, finirono nell’Inferno, l’uno accanto all’altro, abbracciati per l’eternità e costretti a vivere spinti dal vento della Passione, per la legge del contrappasso.


Francesca nacque a Ravenna, ed era figlia di Guido da Polenta il Vecchio, signore di Ravenna.

Paolo e Gianciotto erano i figli di Malatesta.

Le due famiglie avevano spesso forti contrasti e pensarono che unendo in matrimonio Francesca e Gianciotto, che era sì nato storpio, ma era un uomo d’armi e per di più uomo di governo, avrebbero risolto le loro liti.

Paolo invece era un bel ragazzo e la famiglia decise ben di celebrare il matrimonio tramite procura; quindi inviarono Paolo a chiedere la mano a Francesca. La poveretta credette che la richiesta di matrimonio provenisse da parte di Paolo e accettò, ma al termine si ritrovò al fianco di Gianciotto.


Dante, nel canto, ascolta le parole di Francesca che gli spiega di come fu ingannata, e di quanto fosse malvagio il marito, il quale aveva ordinato ad un suo servo di seguire i due giovani e di riferirgli cosa facessero.

Fu durante la lettura del libro, che raccontava l’amore tra Lancillotto e Ginevra, che i due giovani profondamente innamorati si scambiarono quel bacio.

Il servo corse ad avvisare Gianciotto che per rabbia uccise i due amanti.

Il matrimonio tra Francesca e Gianciotto Malatesta fu deciso dalle relative famiglie solo per arrivare ad una stabilità politica tra le due più potenti famiglie della Romagna. Tutt’ora non si sa se veramente sia accaduto tale delitto, ma rendiamo comunque grazie a Dante di averci donato un canto così splendido e pieno di amore e speranza…perché come dice Francesca: ”…mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona”.

E quello fu l’ultimo bacio e l’ultima lettura.

 

Di Nicole Steiner © Riproduzione Riservata
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2 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da ary1962
     

    Veramente splendido questo canto, mi riporta indietro negli anni, alle scuole superiori, è l'unico che mi sia rimasto impresso;quando lo leggevamo, in classe, si tratteneva il respiro per l'emozione che ci dava .....Chissà se oggi i ragazzi provano le stesse nostre emozioni di allora, leggendolo ...

  2. Inviato da swwetromy
     

    dire che conosco il canto a memoria è dire poco.....infondo come si fa a non impararlo a memoria....bello bello bello!!! GRANDE DANTE!!!!

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