Da piccoli si litiga per un giocattolo, mentre da adulti le gelosie e le rivalità minano il rapporto. Il rapporto tra fratelli e sorelle è molto delicato, ma superare le ostilità si può, scrollandosi di dosso i ruoli che spesso ci sono stati imposti dai genitori e diventare semplicemente amici.

Tutto comincia quando si è piccoli, perché il legame fraterno parte da un presupposto: l’imposizione. Anche se si condivide lo stesso patrimonio genetico e il contesto famigliare nessuno sceglie di avere fratelli o sorelle, ma ce li si trova lì a contendere l’affetto di mamma e papà. Di conseguenza competizione e gelosia, sul piano affettivo, scolastico o sportivo sono i temi dominanti di questo legame conflittuale.
Il riscatto in età adulta
Se da piccoli le cose si vivono esclusivamente di pancia e non si razionalizza, da adulti si possono capire meglio e si può porre fine a gelosie e invidie molto spesso inutili. In adolescenza si vive una fase cruciale, in cui ci si definisce come individui e talvolta si vuole molto più bene ad un amico/a rispetto che al fratello o alla sorella. Ma niente sensi di colpa, anche se si può cercare di vivere con maggior serenità i momenti di incontro fraterno.
Per prima cosa bisogna superare i vecchi rancori, causati dalla gelosia e dai paragoni che fin dall’infanzia abbiamo subito. Per lasciarsi alle spalle gelosia maturata e sedimentata nel passato bisogna uscire dal ruolo di figlio/a e non pensarsi più come il maggiore o il minore ma come due adulti che si possono scegliere reciprocamente. Quindi è importante cambiare prospettiva: ora il fratello è semplicemente un’altra persona che ha preso la sua strada, anche costruendosi una nuova famiglia. Persone nuove, diverse, individui da riscoprire con i loro pregi e difetti e non più il piccolo/a o grande che creava solo subbuglio in famiglia.
Togliere le etichette
Altra cosa fondamentale è cercare di uscire dal ruolo che ci è sempre stato attribuito in famiglia e che involontariamente abbiamo assecondato. Ovviamente non sarà semplice, soprattutto se ci facevano passare per quelli dal brutto carattere oppure come il migliore. Per fare ciò bisogna aver conquistato quella stabilità emotiva ed affettiva che da grande hanno permesso di rielaborare le esperienze passate alla ricerca del proprio equilibrio. E molto spesso bisogna essere capaci di fare il primo passo, con una telefonata o un invito a cena. Ovviamente non è detto che dall’altra parte ci sia la stessa disponibilità. Fondamentale anche cambiare modo di comunicare e uscire dalla dinamica dello scontro tentando di rispondere all’indifferenza o alle recriminazioni cercando comunque il dialogo e l’incontro.
Approfittare delle occasioni
Se si vuole ricostruire un rapporto fraterno solido bisogna anche imparare a riconoscere e sfruttare gli eventi che possono trasformarsi in opportunità di riavvicinamento: un trasloco, la nascita di un nipote, la malattia di un genitore, situazioni indipendenti dalla nostra volontà ma che rompono meccanismi e rituali consolidati.
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