La tendenza attuale per il pranzo di nozze prevede un numero limitato di portate e un mix tra servizio al tavolo e buffet. In questo modo il pranzo diventa più economico e lascia più spazio alla qualità piuttosto che alla quantità.
Un tempo non troppo lontano i pranzi di nozze erano lunghi giorni interi, le portate si susseguivano una dopo l’altra anche per ostentare un livello di agiatezza e di benessere rappresentativi delle famiglie degli sposi, molto cibo non si riusciva nemmeno a consumare e rimaneva abbandonato sui tavoli, così come i soldi spesi per cucinare tutto quel “ben di Dio”, ma poi la crisi economica si è fatta sentire e ci si orienta quindi verso un matrimonio low cost: il numero degli invitati si restringe, le portate non sono più così opulente e il portafoglio detta più legge di prima.
Si va sempre più su grosse modifiche all’interno dell’organizzazione del matrimonio e soprattutto del pranzo di nozze, è allora il caso di chiedersi come debba essere oggi nel 2011 il pranzo, rispetto a quello di un tempo. All’ultimo Expo Riva Hotel tenutosi a Riva del Garda è stato presentato un particolare decalogo in cui si prendono in considerazione diversi punti legati al pranzo di matrimonio.
Quanto tempo seduti?
Al primo posto si pone il tempo da dedicare al pranzo, che non dev’essere meno di due ore ma per un massimo di tre. La seduta al tavolino andrebbe quindi cronometrata e caso mai solo poi in piedi passare il resto della festa, magari ballando, suonando ecc. 
Aperitivo
L’aperitivo è un obbligo, un pranzo senza non è davvero chic, l’organizzazione prevede però assolutamente dei punti di appoggio per mettere a proprio agio tutti compresi gli invitati anziani e in ogni caso chi non ama stare con il bicchiere in mano! In alcune realtà si sta affacciando come aperitivo la birra artigianale, perfetta in caso la coppia sia molto giovane e con molto amici giovanissimi!
Buffet sì o buffet no?
Non è consigliabile estendere il buffet per l’intero pranzo, ma solo per qualche portata, in effetti non è troppo elegante vedere gli ospiti alzarsi in continuazione per servirsi, modello “self service”.
Quante portate?
Non meno e non più di cinque, cioè: antipasti, primo, secondo e dolce. Tra pesce e carne il primo è più leggero ma giacché non da tutti è apprezzato è sempre meglio prevedere almeno due secondi in modo da consentire la scelta opportuna. Le verdure si possono prendere al buffet, prevedere quindi tipologie di contorni diversi.
Tendenze 2011: ritorno al passato
La tradizione vince sulle mode, infatti, i piatti delle ricette più antiche e tradizionali stanno ritornando per farsi strada tra scelte più sofisticate ed esotiche che poi però alla fine annoiano e non soddisfano così come un buglione o un’acqua cotta toscana! In generale si apprezza oggi più la sostanza, la qualità e meno la quantità e la forma, si lascia nuovamente spazio a ciò che piace davvero e non solo ciò che “fa tendenza”, via libera alle danze come si faceva già anticamente e che poi si è snobbato chissà per quale motivo.
Si ritorna a festeggiare in campagna, magari al centro di un’antica aia, con pranzi attenti ai prodotti locali, il cui costo è contenuto poiché si evitano prodotti che arrivano dall’altra parte del mondo e che magari ben pochi conoscono.
Aperinozze, la scelta più economica
Tra le ultime scelte anche più economiche l’aperinozze, che inizia solamente verso sera, scelto soprattutto dalle coppie molto giovani e forse più mondane, avvezze agli aperitivi e che anche in un’occasione così speciale si sentono a loro agio in un contesto semplice e al contempo uguale alle scelte compiute fino al giorno prima usciti dall’ufficio, in cui ci si ritrova tra amici e colleghi, ma questa volta con la fede al dito e una promessa che dovrebbe durare una vita intera!
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